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«La realtà percepita? Molto lontana dai fatti»

«La realtà percepita? Molto lontana dai fatti»

Nando Pagnoncelli al Centro Ferrari col nuovo libro: «Informazioni spesso manipolate e strumentali»

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«Non ho dati precisi, specifici, relativi a Modena, ma ovviamente i contenuti di questo libro valgono anche per i comportamenti che avvengono sul vostro territorio». Il noto sondaggista Nando Pagnoncelli ieri sera era sotto la Ghirlandina ed è stato intervistato al centro Ferrari di Palazzo Europa da Ettore Tazzioli, direttore di Trc e Giuseppe Leonelli, responsabile del quotidiano Prima Pagina. La serata è nata per presentare l'ultimo volume di Pagnoncelli, ricercatore statistico e presidente di Ipsos Italia, collaboratore della trasmissione televisiva Dimartedì su La7, intitolato “Dare i numeri. Le percezioni sbagliate sulla realtà sociale”, pubblicato dalle edizioni Dehoniane di Bologna e corredato da un saggio del sociologo Ilvo Diamanti (pp. 104, 10 euro in libreria). In questo libro l'autore racconta come la discussione pubblica italiana, sia a livello popolare che a livello di classe dirigente, rischi di partire da una somma di percezioni clamorosamente errate: ci sarebbe, infatti, una ampia distanza rispetto alla realtà dei fatti e ciò può fare comodo a una certa politica “di pancia” per cavalcare gli allarmi sociali ai fini del consenso. Pagnoncelli, però, attribuisce questo rischio anche a certi media che non si fanno scrupolo di utilizzare questa percezione errata per aumentare l'audience o le vendite. «Il televoto - spiega l'autore - non rappresenta certo le opinioni delle persone, tanto che oggi appunto sempre più le percezioni prendono il posto della realtà e non è sempre detto che corrispondano alla verità. Il problema è che sulla base delle opinioni vengono poi prese decisioni importanti, pensiamo solo alla recente Brexit dove hanno agito le paure incrociate di restare nella Ue e di uscirne. Al centro ci sono dunque sempre più le opinioni dei cittadini, a volte non legate al dato reale». L'indagine contenuta nel volume, condotta in 33 Paesi su un campione di oltre 25 mila individui, consente di misurare le percezioni dei cittadini su aspetti sociali, demografici ed economici. Dal numero degli immigrati a quello dei giovani adulti che ancora vivono con i genitori, dalla occupazione alla obesità, dalla presenza (ancora scarsa) delle donne in politica agli accessi di internet, Pagnoncelli non tralascia nel suo saggio alcun settore della vita. La conclusione? «Le discrepanze tra percezione e realtà - termina l'autore - consentono di creare un cosiddetto Indice di ignoranza che classifica i Paesi dal meno al più informato». (s.l.)

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