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Richetti, anteprima a Modena del suo libro: «Bursi a casa? Lo hanno detto gli elettori»

di Davide Berti
Richetti, anteprima a Modena del suo libro: «Bursi a casa? Lo hanno detto gli elettori»

Il parlamentare ha scritto “Harambee”  che presenta stasera, martedì 28 giugno, a Fiorano e non risparmia nessuno: «Se Bonaccini pensa che l’Emilia sia rossa si sbaglia»

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MODENA. È un Matteo Richetti che ritrova lo smalto delle sue migliori campagne elettorali quello che ieri, 26 giugno, ha presentato in anteprima a Modena, parlando con i giornalisti, il libro “Harambee” (editore Guerini e Associati, stasera la presentazione a Fiorano alle 20.30 in piazza Falcone Borsellino).

Nel libro c’è tutto il Richetti pensiero: dalla definizione più nobile di politica come «forma più alta di carità» - citando il vicario generale di Modena don Giuliano Gazzetti - alla metafora di Nemo dove un obiettivo difficile lo si raggiunge se ci si muove tutti nella stessa direzione. Così si arriva appunto ad “Harambee”, un incitamento che vale il nostro “Oh issa” che nelle strade di terra del Kenya risuona quanto si cerca di rimettere in carreggiata un autobus impantanato chiamando i passeggeri a spingere.

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Richetti chi spinge o cosa spinge? Chiarisce di non volersi candidare a nulla - dentro al Pd pensano invece ad una sua campagna per la segreteria nazionale - manda messaggi all’Emilia Romagna che non c’è più - nel senso di regione Rossa - e alla segreteria provinciale del Pd, citando anche solo semplicemente il tracollo del Pd alle ultime elezioni nei sei comuni modenesi al voto. L’unico che ha vinto, Fabio Braglia a Palagano, ieri era alla sua destra. A sinistra aveva Maria Costi, sindaco di uno dei comuni meglio amministrati della provincia. Poi Ludovica Carla Ferrari, assessore a Modena, Giulia Pigoni, assessore a Sassuolo, Paolo Negro. La sua squadra, nel suo posto: il centro culturale Luigi Ferrari, dove Richetti è cresciuto fin dai tempi della Margherita. Il significato, insomma, non manca. E non mancherà nemmeno nelle prossime settimane perché Richetti non decide di fare il giro d’Italia col suo libro solo per farsi vedere. I segnali arriveranno, si tratterà di capire come e se il Pd li vorrà cogliere.

Perché il libro. «Nel momento in cui forse sulla politica ci sono il massimo di discredito e il punto più basso di credibilità, ho pensato che ridiscutere le ragioni dell'impegno e del perché si arriva a dedicare tutta la vita ad un compito così alto fosse il mio più importante contributo a superare questa fase di difficoltà».

Gli obiettivi politici. «Se sono pronto a candidarmi come segretario nazionale del Pd? Questo libro l'ho scritto molto di più per i miei figli che per i miei amici del Pd. Vivo una preoccupazione sincera, quella dell'impegno politico in questo paese. Al Pd oggi non mancano candidati, ma discussioni, idee e proposte».

Regione rossa che fu... «Bonaccini è cauto sull'idea che l’Emilia non sia più rossa? Se l’Emilia è ancora rossa significa non aver compreso che se ti batte il centrodestra, nel momento in cui il centrodestra come partiti non esiste, significa che forse hai un problema».

Verso Renzi. «Non basta produrre leggi e riforme: il premier-segretario Matteo Renzi pensi al ricostruire il rapporto tra il Pd e le sue comunità, finchè può, dopo gli errori commessi. A partire da quello che lo ha portato a legare la sua carica di premier al referendum costituzionale di ottobre».

Verso il partito locale. «Dove mi chiamano vado, ma ho avuto più richieste da fuori provincia per il libro. Domani - stasera - a Fiorano non mi metterò certo a contare chi c’è. Dare un altro segnale al segretario Bursi? Temo che questa volta ci abbiano pensato gli elettori. Abbiamo votato in sei comuni e ne abbiamo persi cinque, giusto? C’è bisogno oggi di un rilancio, non so in che termini lo immagini il segretario del Pd... L’ultima delle mie intenzioni è quella di dare giudizi su chi sta amministrando, tantomeno sul sindaco di Modena. Risposi a suo tempo a una sua sua dichiarazione, quella del “chi parla per dare aria ai denti...” lo giudicai bizzarro, ma davvero evito spazi di polemica: il problema è molto serio e la discussione nel partito è sempre più asfittica. Anche a Modena non c'è stata molta capacità di aprirsi all'innovazione...».

@dvdberti

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