Gazzetta di Modena

Modena

Sangue infetto: il Tar impone indennizzo a favore di un paziente modenese

Sangue infetto: il Tar impone indennizzo a favore di un paziente modenese

Ennesima sentenza del Tar che impone l’indennizzo ad un anziano modenese Il paziente deve incassare circa 20mila euro dal 2015 ma lo Stato non ha saldato

2 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Da oltre un anno attende la liquidazione di circa 20mila euro, disposta dal tribunale di Modena a cui si era rivolto dopo essere rimasto infettato - nel 2012 - da sangue non adeguato, quando si trovava come paziente all’interno di un ospedale geminiano.

Ma nonostante la sentenza, il ministero della Salute ha continuato ad ignorare quel pagamento, costringendo l’uomo a tornare dall’avvocato. E attraverso un’istanza avanzata dal legale Marco Calandrino, il modenese ha dovuto chiedere al Tar dell’Emilia Romagna di sentenziare e sollecitare lo Stato a pagarlo. I giudici non hanno potuto fare altro che dargli ragione tant’è che nella sentenza dei giudici amministrativi si legge: “l’accertata, perdurante inadempienza del Ministero della Salute comporta, pertanto, quale ulteriore conseguenza, l’ordine alla suddetta Amministrazione di dare esecuzione alle statuizioni contenute nella sentenza definitiva dianzi indicata, con pagamento di quanto ivi stabilito. Pertanto, si ordina al Ministero della Salute il pagamento, con le modalità indicate nella sentenza, dell’importo liquidato nella sentenza stessa, oltre alle spese di lite, entro il termine di 30 giorni, decorrente dalla data di notificazione o di comunicazione in via amministrativa della presente sentenza”.

In sostanza entro i prossimi 30 giorni, il malato modenese dovrà incassare la somma tanto attesa. Ma la situazione non è lineare così come sembra visto che sono almeno 6mila i casi analoghi - tra trasfusioni sbagliate o con emoderivati infetti - che incombono sul ministero della Sanità e di fatto ritarda il pagamento. Lo Stato, di fatto, non rispetta le regole e impone ai cittadini il ricorso ai giudici. È però ormai prassi - come dimostrano le innumerevoli sentenza di questi giorni - che il ministero venga sollecitato. In caso contrario il Tar ha già disposto che si “deve procedersi sin d’ora alla nomina del Commissario ad acta-nel caso di persistente inottemperanza da parte dell’Amministrazione intimata nella persona del Direttore dell’Ufficio Generale delle Risorse, dell’Organizzazione e del Bilancio presso il Ministero della Salute affinché proceda all’integrale esecuzione della sentenza in oggetto allo scadere di tale ulteriore termine (trenta giorni + trenta giorni), fermo restando che le eventuali, ulteriori spese dell’incarico saranno a carico dell’Amministrazione inadempiente”. Ecco allora che lo stesso Tar non è poi così convinto della puntualità del bonifico tanto da imporre un’ulteriore tutela per il cittadino. (fd)

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google