Gazzetta di Modena

Modena

«Teatro Carani immobile E il Comune non fa nulla»

di Alfonso Scibona
«Teatro Carani immobile E il Comune non fa nulla»

Affondo di Claudia Severi che richiama l’amministrazione a rispettare gli impegni «Serve una svolta, pronti a collaborare, ma il disinteresse non può continuare»

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Ancora teatro Carani e ancora minoranza scatenata su un argomento che è sempre più all’ordine del giorno.

«Nessun segnale dall’amministrazione - dice Claudia Severi di Forza Italia - nemmeno dopo l’appello corale della città e di una platea autorevole di artisti oltre alla creazione di un comitato per la difesa e la riapertura del teatro simbolo della cultura e della storia cittadina. Nulla dopo l’impegno assunto in consiglio comunale nella seduta del 14 maggio dello scorso anno. Nessuna risposta alla nostra proposta concreta e realizzabile, con l’impegno dell’amministrazione, di creare una Fondazione capace di mettere insieme forze pubbliche e private per garantire un futuro al teatro. Tutto caduto nel vuoto del disinteresse di un’amministrazione che oggi, a distanza di quasi due anni, sembra avere fatto di tutto per dimenticare e fare dimenticare il teatro Carani, e con esso il fatto che Sassuolo ha perso il suo unico teatro. Il fatto che dopo mesi di immobilismo, ci sia voluto un atto unilaterale della proprietà per ripristinare il passaggio sul tratto di marciapiede che costeggia il teatro dove erano caduti i calcinacci, conferma il totale disimpegno della giunta rispetto a questo patrimonio della città. Eliminando poi dal progetto sull’ex Cisa Cerdisa la multisala cinematografica, prevista dalla precedente amministrazione, l’amministrazione si è assunta la responsabilità di lasciare Sassuolo anche senza cinema».

Quali passi per smuovere le cose?

«Ho rivolto un’interrogazione alla giunta affinché ci dica che cosa ha fatto in questo ultimo anno per onorare l’impegno preso in consiglio comunale a favore del teatro Carani e comunque cosa intende fare per garantire in un futuro, che speriamo prossimo, l’apertura del teatro simbolo della città. Noi non ci arrendiamo. Vogliamo che l’attenzione sul Carani non si spenga, rilanciamo l’idea di una Fondazione richiamando l’amministrazione al ruoli politici che le spettano. Anche se due anni sono stati buttati via, non è mai troppo tardi per assumersi la giusta responsabilità politica di fronte ad un obiettivo fortemente condiviso. Chiediamo dunque nuovamente all’amministrazione di andare oltre ai numeri ed ai ragionamenti tecnici e rendersi protagonista, anche se in ritardo, di un discorso politicamente alto e aperto alla città. Quale sia la strada e lo strumento, che sia una Fondazione o un tavolo permanente che ci accompagni fino all’apertura lo decideremo insieme, nella consapevolezza comune che il teatro Carani debba tornare a vivere. Al più presto».

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