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A “castrum Pelago” il castello racconta una storia di 13 secoli

di Maria Vittoria Melchioni
A “castrum Pelago” il castello racconta una storia di 13 secoli

Costruito a mille metri di altitudine da un anno ospita le cento mummie ritrovate nella cripta della chiesa

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Il castello di Roccapelago sorge su un territorio ancora ricco di sorprese e che, in parte, ha tante nuove storie da raccontarci. Dallo sperone di roccia a più di 1000 metri d'altitudine sul quale è stato costruito, il maniero domina la valle del Pelago da tempo immemore, si pensa addirittura che fosse un antichissimo castelliere preistorico (alcuni ritrovamenti di punte di frecce silicee risalenti all'età del rame avvallerebbero questa tesi) con una vista privilegiata sulle antiche vie che portavano fino alla Toscana e ai suoi sbocchi sul mare Tirreno.

Il primo documento che attesta l'esistenza di un “castrum Pelago” risale al 753, anno in cui i Longobardi cercarono di prendere Roma e proprio i “barbari” costituivano la primaria fonte di apprensione e paura nella popolazione che, lavorando alla realizzazione della rocca, acquisì il diritto di potervisi rifugiare in caso di attacco o di calamità.

Longobardi che però la conquistarono e vi restarono fino all'espansione dei territori di Matilde di Canossa. Dopo di che la rocca passò in proprietà alla prima famiglia nobiliare che l'abitò sin dal XII secolo: i Gualandelli. Nel 1240 divenne feudo dei Montegarullo casato di appartenenza del leggendario Obizzo, potentissimo feudatario del Frignano che si ribellò agli estensi e combattè anche contro i loro alleati Montecuccoli, portando il castello ad essere un baluardo guelfo su territorio ghibellino.

L'indole bellicosa di Obizzo fece subire a tutta la zona le ripercussioni di questa sua presa di posizione. Ripercussioni che consistettero anche in un pesante assedio nel 1393 da parte dei lucchesi, fedeli alleati dei D'Este, che occuparono la rocca. Le battaglie per la sua riconquista continuarono fino al 1396 quando Obizzo riuscì a riappropriarsene e a rimanervi fino al 1408 quando un potente contingente militare, al comando di Uguccione dei Contrari, riuscì a catturarlo e a portarlo prigioniero a Ferrara.

Da questo momento inizia il declino della rocca che ormai abbandonata viene utilizzata per la creazione della nuova chiesa nel 1586. Molti indizi, soprattutto il perimetro a forma quadrata, massiccia, senza archi, senza colonne e senza volte fa ritenere che il suo vano fosse stato la sala d'armi del palazzo feudale di Obizzo e che una delle torri fu trasformata nel campanile, eretto a spese della popolazione, quasi due secoli dopo nel 1765.

Del vecchio maniero restano solo le mura e il corpo di guardia, mentre ridotto ad un cumulo di rovine nel punto più alto è quanto resta del mastio. In seguito al grave sisma di inizio secolo scorso, nel 1925 vennero eseguiti alcuni lavori di restauro. Di recente sono state recuperate quattro antiche sale che attualmente ospitano il museo che, dal 2011, espone lo stupefacente ritrovamento di quasi cento mummie facenti parte di una sensazionale scoperta fatta nella cripta della Chiesa della Conversione di San Paolo Apostolo di oltre 300 corpi sepolti dal '500 al '700.

Come si legge nella relazione della Soprintendenza ai Beni Archeologici dell'Emilia Romagna “non si tratta della mummificazione volontaria di un gruppo sociale (monaci, beati, membri di famiglie illustri), ma della conservazione naturale di un'intera comunità (dovuta a particolari condizioni microclimatiche) Le mummie presentano ancora pelle, tendini e capelli e sono state deposte dentro sacchi o sudari, una sull'altra, vestite con tunica e calze pesanti”. Alcuni corpi sono stati lasciati nel luogo del ritrovamento, mentre altri sono stati ricomposti all'interno di sale a loro appositamente dedicate. La visita al Museo delle Mummie di Roccapelago è un viaggio nella commozione, un invito a empatizzare con questi muti testimoni di una storia non troppo lontana diventati loro malgrado una ricca testimonianza che incuriosisce e che non finisce mai di stupire.

Numerosissime le iniziative che andranno avanti per tutta l'estate per poter far rivivere nella suggestiva atmosfera del castello i suoi antichi fasti. Per ulteriori informazioni in merito vi consigliamo di visitare il sito ww.roccapelago.it

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