Affonda nel canale di Finale, va in apnea e si salva
Finisce con l’auto nel Diversivo a Massa: la Punto si inabissa e si riempie, lui la apre e torna a casa a piedi senza aiuti
FINALE. Stava andando al lavoro, a San Felice, dove da anni sforna eccellenti prodotti alla “Casa del Pane” di via Roma. Ma arrivato a Massa, all’altezza della Bellentani, praticamente di fronte al “Casino del Vescovo” ha perso il controllo della sua Fiat Punto. L’auto ha sbandato, ha invaso la corsia opposta e ha imboccato l’unico varco senza guardrail finendo nel canale Diversivo, in questi giorni stracolmo per garantire l’approvvigionamento d’acqua per l’irrigazione dei campi. Stefano B. 52 anni, molto conosciuto a Finale e dintorni, ha rischiato di morire. La Punto ha iniziato a riempirsi, lui non riusciva ad aprire la portiera per la pressione dell’acqua e perché la cintura non si slacciava. Poi, con grande lucidità, ha ricordato i momenti delle lezioni di scuola guida quando spiegavano che la portiera si può aprire soltanto quando la vettura inabissata è piena. Ha così preso fiato, ha atteso che la Fiat si adagiasse sul fondo e poi, con coraggio ed energia ha iniziato a spingere. Ha dovuto lottare anche contro quella maledetta cintura che non si sganciava. Ma ce l’ha fatta, è riuscito a riemergere e con la stessa lucidità utilizzata mentre si trovava sott’acqua ha scelto di dirigersi a nuoto verso il lato dell’argine coperto da una massicciata e non su quello in erba, molto più complicato da scalare per l’umidità e l’assenza di appigli.
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Senza più telefono cellulare e completamente fradicio, Stefano si è riportato in via Per Modena e ha iniziato a cercare aiuto. Aveva la necessità di tornare a casa, di comunicare alla sua famiglia quanto accaduto, ma anche di poter raccontare la seconda disavventura nel giro di appena due mesi. Il primo maggio, infatti, alla guida della sua Opel Antara - ancora in officina - era stato centrato, sul curvone di via Panaria Bassa, a ridosso del polo ceramico, da una 27enne nonantolana, che aveva perso il controllo della vettura. Se l’era cavata, così come è uscito pressoché illeso anche dall’incidente di lunedì notte, avvenuto verso l’1.30.
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Ma a Finale, il fornaio è arrivato soltanto verso le 3.30. Ha dovuto camminare quasi 9 chilometri per raggiungere casa. Nessuno si è infatti fermato per soccorrere un uomo che chiedeva aiuto. Ai familiari ha infatti raccontato di aver incrociato almeno tre auto, ma è stato sempre ignorato.
E ieri pomeriggio, mentre il 52enne riposava («Stanotte voglio tornare al lavoro - ha detto - per essere pronto a sfornare il pane del mercoledì») in via Per Modena Ovest si sono portate diverse squadre dei vigili del fuoco, compresi i sommozzatori arrivati da Bologna, per recuperare la Fiat Punto inabissata. Un’auto che sarebbe stata rottamata entro la fine dell’anno, ma il cui destino si è interrotto anticipatamente con un altro spavento a lieto fine per il suo proprietario.
Francesco Dondi
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