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È il quarto caso in Regione da gennaio

È il quarto caso in Regione da gennaio

Sono quattro dall’inizio dell’anno i femminicidi avvenuti in Emilia Romagna e il coordinamento dei centri antiviolenza della regione lancia l'allarme su queste tragedie della gelosia dopo che la...

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Sono quattro dall’inizio dell’anno i femminicidi avvenuti in Emilia Romagna e il coordinamento dei centri antiviolenza della regione lancia l'allarme su queste tragedie della gelosia dopo che la morte di ieri è stata preceduta, appena il 24 giugno scorso, a Piacenza, da quella della 50enne Simona Rossi uccisa dal marito che in quel caso si è tolto la vita. La Cgil ieri appena saputo del fatto ha esposto la bandiera e mezz'asta e listata a lutto sulla sede di piazza Cittadella e ha condannato l'atto estremo di violenza: «Purtroppo anche in una provincia con un alto tasso di emancipazione femminile come la nostra sono radicati comportamenti aggressivi originati dal permanere di una cultura patriarcale. Auspichiamo che il piano antiviolenza approvato dalla Regione Emilia Romagna entri in funzione velocemente. Occorre anche che le associazioni interessate seguano un percorso comune per declinare sul territorio modenese il protocollo nazionale firmato da Cgil-Cisl-Uil e Confindustria contro le molestie nei luoghi di lavoro». Nonostante tragedie come quelle di ieri il coordinamento dei centri antiviolenza osserva che «è iniziato, in commissione istruzione e cultura della Camera, l’iter sull’introduzione dell'educazione sentimentale nelle scuole, e finalmente il Parlamento discuterà di prevenzione della violenza maschile sulle donne, e non solo di leggi punitive. L'auspicio, ora, è che si prosegua su questo doppio binario: fondi ai centri antiviolenza e corsi di educazione al genere e all'affettività nelle scuole, per smontare i meccanismi della violenza alla radice».

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