Le amiche di Bernardetta, uccisa dall'ex-convivente: «L’aveva detto prima o poi mi ammazza»
Sconvolte le vicine di casa e le persone che conoscevano bene la vittima: «Per mesi Bernardetta aveva raccontato i maltrattamenti che doveva subire»
Si abbracciano. L’una ha la testa sulla spalla dell'altra, Antonella piange, Giovanna la consola, in silenzio, nel cortile, sul retro dell’edificio in strada nazionale per Carpi, dove c’è l’ingresso della casa della loro amica, Bernardetta.
Ma hanno la forza di raccontare, di denunciare. «Siamo della associazione Tric e Trac, un laboratorio di riciclaggio e riuso creativo promosso dall’Associazione Onlus “Insieme in Quartiere per la Città”. Al nostro interno ospitiamo e diamo lavoro a persone fragili, che hanno problematiche, aiutando loro al reinserimento, ad avere una occupazione. Bernardetta era appunto una di queste persone, veniva presso di noi qualche ora alla mattina. E ci raccontava delle sue continue vicissitudini».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.13740781:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2016/06/29/news/uccide-l-ex-convivente-e-la-nasconde-in-un-frigorifero-1.13740781]]
«Ci aveva detto di aver aiutato Armando a trovare una casa, la sua, quando questi era uscito dalla prigione e non sapeva dove andare, ma che poi si era pentita di questa sua convivenza perché lui continuamente la maltrattava, le faceva angherie. Chiaro, ci raccontava di cose a volte strane, come il taglio dei fili della luce o dei tubi del gas, che lui tramava, gli controllava le telefonate del cellulare. Ci sembravano ossessioni, dovute al suo stato di salute mentale. M a quello che ci dispiaceva era che continuava a ripetere che lui la voleva uccidere, che prima o poi lui l’avrebbe ammazzata perché era violento, perché la picchiava. Lei voleva chiudere la relazione con lui ma lui non ne voleva sapere e per questo infieriva contro di lei».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.13741652:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2016/06/29/news/una-donna-lasciata-sola-e-le-leggi-applicate-male-1.13741652]]
«Circa una decina di giorni fa - riferiscono le due amiche - arrivò con i denti rotti e dei lividi in tutto il viso. Ci ha detto che era stato lui a spaccarle la bocca con un pugno, con delle botte al volto e che aveva fatto denuncia dell’accaduto. Era ormai oltre un anno che, nonostante i suoi alti e bassi, continuava a ripetere di sentirsi in pericolo di vita. Possibile che non si sia potuto mai fare niente. Il nostro grande rammarico è questo: non siamo riuscite noi a proteggerla. D’altra parte però aveva tante situazioni attorno, c’erano le sue tante denunce, le tante chiamate alle forze dell’ordine. la situazione sembrava chiara: almeno stando ai racconti di lei lui era persona certamente disturbata, lei era una persona seguita: eppure perché non è stato fatto qualcosa per proteggerla, per allontanarla da quella persona? Nell’ultimo episodio poi le botte erano evidenti...»
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.13741388:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2016/06/29/news/modena-fiaccolata-contro-il-femminicidio-1.13741388]]
Bernardetta, quando le crisi si acuivano, veniva ricoverata per brevi periodi in strutture per malati di mente. Una sua amica parla di un'aggressione, un malato le sferrò dei colpi. Insomma, situazioni estreme e tante crisi soprattutto negli ultimi mesi. I vicini: «Era una persona buona, voleva la compagnia, ci cercava, veniva a suonare, voleva che qualcuno stesse con lei in casa, per fare due chiacchiere, per non essere sola».(s.to)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
