Professionisti in campo per la Costituzione
Comitato di medici, avvocati e imprenditori che dicono «sì» alla riforma che sarà votata in ottobre
La società civile modenese scende in campo a favore del “sì” al referendum costituzionale di ottobre.
Sedici professionisti della città, quasi tutti volti noti, e quasi tutti medici visto che svolgono questo mestiere undici persone su sedici fondatori, hanno deciso di costituire “Sì... Amo una sana e robusta Costituzione” che si batte appunto per rendere reale la riforma voluta dal governo Renzi. Tra gli aderenti del gruppo ci sono, il professor Fabio Sgura, uno dei più noti cardiologi modenesi, Andrea Leti Acciaro esperto di chirurgia della mano, Luigi Chiarini che al Policlinico si occupa di odontostomatologia, Maria Teresa Donini di ortopedia e traumatologia sempre del nosocomio di via Del Pozzo. E poi Carlo Giuseppe Cappello, cardiologo, di recente sui giornali per essere il medico curante di Vittorio Sgarbi, ma tra loro ci sono anche l'imprenditrice Giuliana Oncini e l'avvocato Fabrizio Prampolini. Il gruppo non perde tempo e, mentre per settembre spera di avere a Modena il ministro della pubblica amministrazione Marianna Madia, organizza per questa sera a Palazzo Europa l'incontro “Confronti, riflessioni e approfondimenti per un paese che ha bisogno di riforme”. L'appuntamento alle 20,45 è con la vicepresidente della Camera, la “dem” Marina Sereni e l'ex direttore generale di Confindustria Giampaolo Galli. Ieri Leti Acciaro e Prampolini hanno presentato insieme a Fabio Sgura l'iniziativa. «Occorre dare più spazio alla società civile - spiega il dottor Leti - perché in questa fase storica i partiti politici non danno la percezione di essere scalabili. Per questo scendiamo in campo, consci che la Costituzione è di tutti e che i politici dovrebbero non personalizzare ma fare un passo indietro a favore di un dibattito concreto». I tre membri spiegano infatti che «il premier Renzi ha commesso un grave errore nel trasformare il referendum in un voto a suo favore o contro, mentre la prima parte della Costituzione è bellissima la seconda già i legislatori dissero che in parte non si fece un buon lavoro. Ma dai tempi del referendum di Antonio Segni siamo ancora in ballo perché ci hanno provato oltre a lui anche De Mita e D'Alema». Spiega Sgura: «Noi come professionisti incontriamo tanta gente e occorre ricordare a tutti che in Italia si fanno le cose per favorire o abbattere una persona. Noi abbiamo un'altra idea perché la politica sta cambiando». Conclude l'avvocato Prampolini: «Non dobbiamo restare al Renzi sì e al Renzi no, anche se certo lui ha sbagliato, ma pensare che dobbiamo dire sì a una ventata di snellimento della legge fondamentale dello Stato. Occorre superare il Bicameralismo perfetto, avere tempi certi di legiferazione, riordinare le competenze Stato-regioni. La riforma attuerà anche dei risparmi cancellando il Cnel e il Senato vedrà alternarsi molti suoi membri. Occorrerebbe anche mettere mano ai poteri della magistratura, oggi troppo sbilanciati, perché serve un patto di riformismo culturale».
Stefano Luppi
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