La confessione di Armando Canò «Bernardetta voleva che io tornassi, l’ho strangolata»
La confessione del fermato agli agenti che lo hanno trovato a Castelfranco: «Ero in cantina, stavo prendendo i miei vestiti, lei non mi mollava più»
MODENA. «Sì, ho strangolato io quella donna. Volevo chiudere con lei, volevo essere lasciato in pace ma lei insisteva, voleva che tornassi a starle accanto, che tornassi a vivere in quella casa con lei ma io ormai ero lontano. Mi ossessionava. Abbiamo litigato, è scoppiata l’ira e l’ho strangolata».
Armando Canò ha confessato di essere stato lui l’omicida di Bernardetta Fella, di averla strangolata al culmine dell’ira dopo l’ennesimo litigio.
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«Il mio assistito- spiega Barbiero, ora avvocato di fiducia di Canò - è ancora un indiziato e soltanto quando saranno presi ulteriori provvedimenti potrò rilasciare qualche dichiarazione».
La storia di Canò è quella di una persona in cura da tempo presso i Sert e presso il Centro di salute mentale.
Di lui si sa che aveva perso un posto di lavoro come manovale nel 2011e che da allora si arrangiava con altri piccoli lavoretti in campo edile. La relazione con Bernardetta era nata proprio al Centro di salute mentale, i due si erano conosciuti durante gli incontri con il personale, durante le cure e fra loro era nata una relazione. Tant’è, come hanno spiegato in Comune, i due risultano conviventi e hanno potuto usufruire dei contributi per un alloggio ad affitto agevolato grazie al progetto sulle abitazioni creato dall’Ausl. La loro casa appunto era l’appartamento al secondo piano dello stabile di strada Nazionale per Carpi.
E da quella zona nel tempo sono arrivate parecchie chiamate alle forze dell’ordine in occasioni di litigi. Il loro rapporto ormai si era sgretolato. Canò si era allontanato, era andato a stare a Castelfranco, nell’abitazione di un’altra donna, pure lei assistita dal Centro di salute mentale, e ormai gli sporadici incontri con la sua ex compagna sfociavano in litigi. Nell’ultimo periodo, come ha spiegato l’avvocato, era un continuo scambio di accuse. A quanto risulta anche Canò aveva più volte presentato denunce per molestie contro la donna, denunce che però venivano a quanto pare ritirate.
Il cinquantenne ha dunque raccontato che qualche giorno fa era andato a prendere le sue cose che erano rimaste, le aveva nella cantina: «Io volevo prendere i miei vestiti e andare via, ma lei mi ha seguito in cantina, voleva che tornassi con lei, non vi voleva fare andare via. Allora non ci ho più visto».
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