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Betta, quando la felicità si chiamava volley

Betta, quando la felicità si chiamava volley

I ricordi di una compagna di squadra e di Cisco Egidi, che la allenò all’epoca in cui era alla Menegola

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«Una persona dolcissima» così Elisabetta Tinti ricorda Bernardetta Fella. Una fine tragica, quella della 55enne, che ha scosso l’opinione pubblica e quanti l’hanno conosciuta proprio come Elisabetta Tinti che a metà degli anni ’ 70’ condivise con Bernardetta la passione della Pallavolo.

Entrambe - ci racconta andando con la memoria agli anni dell’adolescenza – giocavamo nella squadra San Pio X a Modena con il ruolo di alzatrici. Anche Bernardetta, come me, si faceva chiamare “Betta” e così per tutti erano “Betta 1” e “Betta 2”. L’attribuzione era motivata solamente dal fatto che io, nonostante fossi più giovane di qualche anno, ero alzatrice titolare e Bernardetta la mia vice. Una frequentazione scandita dagli allenamenti, tre volte alla settimana, in una squadra che aveva raccolto discreti successi .

Com’era in quegli anni “Betta 2” ?

«In squadra era benvoluta. Ripeto: era una ragazza dolcissima. Ricordo i suoi occhi azzurri. Ricordo che viveva con la mamma e una sorella. Credo non avesse più il padre. Una famiglia perbene, normale».

Elisabetta Tinti non si capacita della morte della sua antica compagna di squadra e seppure le loro vite prendendo direzioni diverse, si sono allontanate, mai si sarebbe aspettata per “Betta 2” una fine così tragica. Un epilogo che in questi ultimi anni sembra accomunare sempre più donne tanto da far entrare nel nostro lessico un nuovo vocabolo: “femminicidio”.

«Le donne vanno aiutate in vita - afferma l’amica Elisabetta Tinti - Bernardetta più volte aveva denunciato l’ex compagno, si era rivolta alle forze dell’ordine. Perché non è stato fatto nulla? Non ci sono i mezzi? Queste donne devono essere aiutate».

La passione per la pallavolo di Bernardetta passa anche attraverso il ricordo di una famosa “vecchia gloria” del volley modenese Francesco Cisco Egidi.

«Sono stato il suo allenatore nella stagione 1984 e 1985, quando Bernardetta era una ragazzina. La squadra è un team storico del volley modenese, il gruppo sportivo del vigili del fuoco Menegola di Modena. Altre mie pallavoliste, non appena si è saputo dell’omicidio e di quella morte così assurda, mi hanno contattato e anche da quella immagine recente pubblicata sul giornale sono riuscito a vedere quella ragazzina che solcava il campo da gioco. Quando era con noi a giocare e ad allenarsi era felice, sul campo si trasformava, lasciava da parte malesseri e insicurezze e tutti noi eravamo contenti di questo fatto. Poi è diventata grande e ci siamo persi di vista, ma il ricordo di lei è ancora vivo ».

A nome di tutta la squadra di allora e di tutto il Gruppo sportivo - conclude emozionato Cisco Egidi - riposa in pace Bernardetta, sarai sempre una di noi». (m.c.r.)

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