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Formigine resta in Banca Etica

Formigine resta in Banca Etica

Il Comune ha confermato la partecipazione (a differenza di altri paesi) per sostenere il no profit

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FORMIGINE. Una scelta in controtendenza. Il Comune di Formigine ha scelto di non rinunciare alla propria partecipazione nella Banca Popolare Etica. In via Unità d’Italia si trovano 487 azioni per un valore nominale di 19.118,50 euro. La quota corrisponde allo 0,004% del capitale sociale. La decisione è stata assunta all’unanimità dal Consiglio comunale. Nel Distretto ve ne sono state di opposte. Anche a Formigine, in un primo momento, era stato previsto un “taglio radicale” nel piano di razionalizzazione delle società partecipate e delle partecipazioni. Il dietrofront potrà consentire nuove iniziative volte a sostenere modelli virtuosi di credito, finanza ed economia solidale. La proposta era stata lanciata dal gruppo consiliare del Partito Democratico. «Non sono venute meno le ragioni per sostenere un’esperienza unica come quella di Banca Popolare Etica - ha spiegato Francesco Gelmuzzi, consigliere Pd - nel mondo dell’economia e della finanza. Molti Comuni in applicazione della legge 190/2014 hanno deciso di vendere innanzi tutto le loro piccole quote di partecipazione in Banca Popolare Etica. Il capitale sociale della Banca è apportato per il 35,5% da persone giuridiche tra cui molti Enti locali e questo comprometterebbe la stabilità e forse la sopravvivenza della banca stessa. Mantenere le quote è anche uno dei pochi strumenti che hanno le amministrazioni comunali per adempiere alle disposizioni della legge regionale 19/2014 che prevede il coinvolgimento e la collaborazione degli enti locali per sostenere i vari ambiti dell’economia solidale, tra i quali la finanza etica». Per l’ex assessore all’Urbanistica è un risultato importante. «Formigine conferma e continua un impegno che parte da lontano - ha ripreso Gelmuzzi - il Consiglio comunale con delibera n° 67 del 1997 aderì alla “Cooperativa Verso la Banca Etica”, progetto promosso da varie associazioni nazionali e modenesi per la costituzione di una banca che consentisse l’accesso al credito, con condizioni particolarmente vantaggiose, per il settore non profit».

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