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La Modena di Ottani: Il Duomo, gli angoli più nascosti e le zone “vere” legate al lavoro

Luigi Ottani
La Modena di Ottani: Il Duomo, gli angoli più nascosti e le zone “vere” legate al lavoro

Luigi Ottani, fotografo che vive e lavora nella sua Formigine, porta con sé tanti bei ricordi di Modena, dai luoghi nascosti del centro, il pranzo da Ermes, il mercato Albinelli, la zona Tempio fino agli studi al Fermi, il Consorzio Creativo e il Villaggio Artigiano, una zona “vera” come ama definirla.

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Luigi Ottani, fotografo che vive e lavora nella sua Formigine, porta con sé tanti bei ricordi di Modena, dai luoghi nascosti del centro, il pranzo da Ermes, il mercato Albinelli, la zona Tempio fino agli studi al Fermi, il Consorzio Creativo e il Villaggio Artigiano, una zona “vera” come ama definirla.
 

 1. Il centro. Via Carteria, Sant’Eufemia la mattina presto. Prima che diventassero “di moda” le run 5,30. Qui è iniziata la mia ricerca fotografica sui luoghi che credevo di conoscere e invece non mi ero mai soffermato a vivere e respirare in solitudine.

2. Una Modena “nascosta”. Nel 2007/2008 grazie all’entusiasmo folle e un po’ contagioso di Carlo Bonacini, editore modenese, mi sono trovato nei luoghi della città che non ti aspetti. Un punto di vista che mi ha permesso di ricavare riflessioni fotografiche interessanti. Ricordo le ex carceri di Sant’Eufemia, le fogne di Modena e i canali underground, la punta della Ghirlandina con un Pighi in bilico.

3. Ermes. Il pranzo da lui porta sempre con sé degli strascichi. Un personaggio e un luogo che hanno la capacita sempre di cambiare le priorità e stravolgere i tempi

4. Il Duomo. Non ci sono parole per definirne l’atmosfera, le luci, i bui. Nei momenti giusti è quello che dovrebbe essere una chiesa. Un luogo che ti aiuta a entrare in un’altra dimensione, di entrare in contatto con Dio. O molto più banalmente con te stesso.

5. Zona Tempio. Una di quelle zone che in certi periodi diventano famose per il degrado, la prostituzione, lo spaccio ecc. Ma è anche il luogo della casa natale di Enzo Ferrari. Una zona di contrasti insomma. Il bello sono le contaminazioni e i contrasti.

6. Il Fermi. Un ricordo importante. Perché poi alla fine io sono un formiginese convinto. Ho lo studio all'ombra del castello, però ho studiato elettronica al Fermi. Scuola strana, “umanistica”.

7. Villaggio artigiano. Sono stato sempre attratto dalle zone vere. Poco contaminate dai locali di tendenza. Quelle zone in cui le attività faticano a decollare perché troppo reali. La tipologia abitazione/capannone resta però integra.

8. Consorzio Creativo. Ci sono legato per il luogo e le persone. Non lo frequento molto ma condivido l’idea. È un esempio di qualcosa che nasce spontaneamente grazie all'entusiasmo di cittadini/persone che godono nel fare insieme cose per la città.

9. Mercato Albinelli. Mi piace però molto. Un luogo da salvaguardare e valorizzare. Una boccata d ossigeno con odori annessi. Un vero aerosol.

10. S. Agostino, Foro Boario e Fondazioni Fotografia. Credo siano “contenitori” bellissimi. Non mi sento in grado di giudicarne la gestione e la programmazione. Purtroppo non sono molto in sintonia con un certo modo di intendere l’arte. Credo di più all’arte che nasce dalla bottega piuttosto che a quella dei talent.

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