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Novi, il raffrescamento bollente della scuola

di Chiara Sorrentino
Novi, il raffrescamento bollente della scuola

Progetto da 800mila euro per correggere la ventilazione. Gibertoni chiede perchè. Regione: è segreto

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L’impianto di raffrescamento di una nuova scuola può costare 800mila euro, praticamente il 20% del costo di costruzione di tutta la scuola? È possibile declamare ovunque il valore della democrazia, della trasparenza, della burocrazia solo se essenziale specie nella ricostruzione post sisma, e poi negare gli atti che possano spiegare - semmai è possibile - una cifra del genere?

È un po’ questo il tema di una diatriba a suon di carte bollate che riguarda il Comune di Novi, ma si sta ampliando alla Regione. Dove per non consentire l’accesso alle carte del progetto e dei costi è stata chiamata in causa l’Avvocatura dello Stato che ha avallato la “secretazione” degli atti sul famoso impianto.

La questione riguarda i plessi scolastici delle elementari e medie di Novi, realizzati quali edificio temporaneo dopo il terremoto. E dove, dopo qualche tempo, sono emersi problemi sia alla ventilazione che per le temperature, quando all’esterno fa caldo, a volte neanche troppo.

Così sono stati previsti lavori (ventilazione meccanica e raffrescamento) all’inizio quantificati in 717mila euro più Iva. La questione è arrivata all’attenzione della Regione con una duplice interrogazione presentata dai 5 Stelle, dalla consigliera Giulia Gibertoni.

Alla prima interrogazione la risposta è stata che era in corso l’istruttoria sul progetto esecutivo, e che comunque la trasformazione della scuola temporanea in definitiva era costata meno: «L’importo assegnato al Comune di Novi per il miglioramento degli impianti risulta essere di molto inferiore a quello che gli sarebbe spettato nel caso avesse ... ricostruito la scuola precedente», invece di adeguare quella “temporanea”. Alla seconda interrogazione la Regione ha opposto il “segreto”.

«Vogliono far calare il silenzio sul quel contributo spropositato sul quale, a nostro avviso, è necessario fare chiarezza - replica la Gibertoni - Volevamo capire era come fosse possibile che fosse stata stanziata una cifra così alta per la realizzazione di un impianto di condizionamento. Incredibilmente, ci dicono che non è possibile conoscere questi dettagli progettuali, allegando addirittura una parere dell’Avvocatura dello Stato dove si tira in ballo l’autonomia del Commissario delegato per la ricostruzione.... Unico scopo è quello di nascondere, ancora una volta, la verità su questo caso. Altro che trasparenza».

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