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Rinascita Budrione pretende più tempo per pagare i mutui

di Valeria Cammarota
Rinascita Budrione pretende più tempo per pagare i mutui

La coop vuole rinegoziare gli accordi e più anni di gestione Giunta d’accordo ma c’è bagarre sulle garanzie pubbliche

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Tutto fa pensare che la convocazione del Consiglio Comunale prevista per stasera sarà bollente. Uno dei temi in oggetto sarà costituito dalla richiesta fatta dalla Cooperativa La Rinascita di Budrione di poter rifinanziare i mutui chiesti alcuni anni fa al fine di ampliare i propri spazi.

«Dal 1972 La Rinascita costruisce e amplia gli impianti su terreni di proprietà comunale - spiega Romana Mattioli, funzionario del Gabinetto del Sindaco, che ha seguito l’istruttoria - grazie a un diritto di superficie che scadrà nel 2022 e che sarà rinnovabile per altri dieci anni. Nel 2006 è stato realizzato l’ultimo grande ampliamento con la realizzazione dei nuovi campi sportivi. A tal fine, tra il 2006 ed il 2009, la Rinascita contrasse due mutui per complessivi 400mila euro grazie ad una fideiussione concessa dal Comune in qualità di garante. Da allora tutte le rate sono state pagate regolarmente ma, recentemente, La Rinascita ha chiesto alla banca di rinegoziare i mutui per ottenere una riduzione del tasso - che dal 4,5%-5,5% oggi scenderebbe al 2,3% - e poter diminuire l’importo delle rate. La banca ha già autorizzato la concessione, ma chiede il consenso del Comune nella prosecuzione della fideiussione che non dovrà richiedere maggiori oneri, importi, né garanzie rispetto a quelle concesse originariamente. In questo modo il mutuo, che sarebbe dovuto terminare nel 2022, si posticiperebbe al 2029 e quello a scadenza nel 2023 al 2027. Sarebbe un’operazione vantaggiosa per entrambi - chiosa il funzionario - dato che la Cooperativa beneficerebbe di una riduzione degli interessi che li agevolerebbe nell’onorare le rate, mentre il Comune godrebbe della tranquillità di un pagamento ancor più puntuale e certo».

Carlo Barbieri, vice presidente della cooperativa guidata da Giuliano Golinelli (momentaneamente assente per questioni personali) non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito. L’assessore Cesare Galantini dice invece che sicuramente difenderà la delibera che, a suo avviso, non comporta alcun tipo di rischio.

Di differente parere Eros Andrea Gaddi, del Movimento 5 Stelle. «Ultimamente si stanno rinegoziando un po’ troppe cose - spiega - che si impongono come un peso sulle spalle del Comune che ne è garante. Dobbiamo riflettere sul fatto che la società sta invecchiando e che inizia a mancare lo spirito di volontariato su cui si basavano le associazioni. Occorre inoltre chiedersi perché le associazioni non siano economicamente sostenibili in autonomia».

Giliola Pivetti di Carpi Futura è dello stesso parere. «Recentemente abbiamo fatto un’interpellanza - spiega - per chiedere al Comune quante fideiussioni avesse in atto: siamo contrari alle fideiussioni in generale e lo stesso sindaco si è reso conto di come sia sempre più difficile da parte dei circoli mantenere questi oneri economici. Mi pronuncio contro ogni impegno che preveda fideiussioni, a meno che non riguardi progetti nuovi».

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