Femminicidio alla Madonnina, Armando Canò in silenzio davanti al Gip
Oggi la decisione sulla convalida del fermo per l’ex convivente che ha confessato. Inizia l’autopsia
MODENA. Femminicidio al quartiere Madonnina: ieri mattina nel carcere di Sant’Anna si è svolta l’udienza di convalida del fermo di polizia giudiziaria di Armando Canò, accusato di omicidio e di occultamento di cadavere, Il 50ennne, in cura presso il centro salute mentale dell’Ausl, ex compagno di Bernardetta Fella e che ha confessato, una volta rintracciato dalla polizia, di aver ucciso la 55enne strangolandola, ieri mattina si è avvalso della facoltà di non rispondere. Era assistito dal suo legale di fiducia Gianluca Barbiero. Il giudice per le indagini preliminari ieri mattina si era preso un lasso di tempo per la sua decisione che, con ogni probabilità verrà resa nota questa mattina.
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È probabile, alla luce delle condizioni e del profilo psico-sanitario di Armando Canò che da parte della difesa possa essere avanzata una richiesta di misura alternativa al carcere, al posto della prigione cioè un ricovero presso una struttura sanitaria idonea. Ma è soltanto una ipotesi.
Si svolgerà oggi intanto l’autopsia sul corpo di Bernardetta Fella: da quanto si è appreso il pubblico ministero Katia Marino dovrebbe conferire l’incarico per l’esecuzione dell’esame autoptico a due dottoresse della Medicina legale del Policlinico, Anna Laura Santunione e Manuela Pizzirani.
Le specialiste inizieranno a lavorare nella tarda mattinata di oggi e il tutto dovrebbe concludersi in serata o al massimo domani mattina. Dopodichè la loro relazione relativa all’esame effettuato verrà depositata in Procura.
È probabile però che ad esame concluso possano già emergere elementi tali da avvalorare ciò che Armando Canò ha confessato, cioè di avere ucciso l’ex compagna strangolandola. Ma bisogna anche tenere conto delle condizioni del corpo della 55enne, ritrovata dopo almeno cinque giorni dal decesso, abbandonata in un frigorifero spento e con il grande caldo che imperversava. Un corpo dunque in avanzato stato di decomposizione. Furono infatti i residenti della palazzina in strada nazionale per Carpi a dare l’allarme: dalla cantina al pian terreno, quella di Bernardetta, fuoriusciva da qualche giorno un odore diventato via via con il caldo terribile. Sul posto lunedì serra giunsero i vigili del fuoco che , alla presenza della Municipale, aprirono il portone e scoprirono, abbandonata in un frigo sdraiato sul pavimento, il corpo di Bernardetta senza vita.
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