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Cocaina e anfetamine Sempre più giovani con problemi psichici

di Valeria Cammarota
Cocaina e anfetamine Sempre più giovani con problemi psichici

Bonati, direttore del Dipartimento di Salute Mentale: «Negli ultimi anni il fenomeno è in preoccupante aumento»

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Un aumento allarmante quello dei Tso (Trattamenti Sanitari Obbligatori) secondo i dati della Polizia Municipale dell’Unione Terre d’Argine. In Consiglio comunale Daniela Tangerini, capo della Territoriale di Carpi, ha sottolineato come essi, nel 2015, siano stati ben 82, contro i 56 del 2014 (+47%) e abbiano interessato un numero sempre maggiore di giovani. «Negli ultimi due anni – spiega il dottor Rubes Bonatti, responsabile del Dipartimento di Salute Mentale dell’ospedale Ramazzini – è aumentata una casistica al confine con la psichiatria che riguarda addirittura minorenni che fanno abuso di eroina, cocaina, anfetamine, tetracannabinoidi, alcool sotto il cui influsso possono nascondersi tratti psicotici indotti difficilmente diagnosticabili in concomitanza all’uso di sostanze, rendendo labili i confini». Il disagio psichiatrico non diminuisce. «In caso di calamità naturali, le psicosi paiono sparire – chiosa il dottore – il paziente ritrova il suo habitat tempestoso salvo, dopo anni, avere ricadute pesanti: è questo che osserviamo in maniera preoccupante». Il trattamento sanitario obbligatorio è una procedura di ricovero forzato presso il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (Spdc) degli ospedali, di persone che necessitino di cure immediate poiché potenzialmente pericolosi per loro stessi e per la comunità: viene disposto dal sindaco su richiesta di almeno due medici che abbiano visitato il paziente, dopodiché la Polizia Municipale esegue l’ordinanza. È una pratica delicatissima, che sospende l’autodeterminazione dell'individuo: diversi casi in Italia dimostrano come, qualora se ne faccia un uso improprio, possa diventare uno strumento di repressione. «Sono tre i requisiti concomitanti, estremi e necessari per attivare un Tso – sottolinea il dottor Bonatti – l’esistenza di una malattia psichiatrica diagnosticata da due specialisti; l’oppositività della persona, non cosciente delle proprie condizioni, riguardo l’inizio e la continuità di una cura; la necessità di un ricovero urgente». Una legge, la 180/1978 (articoli 33, 34 e 35), discussa. «È illiberale – continua Bonatti - poiché è molto elastica e privilegia l’interesse della comunità su quello dell’individuo: i confini diventano labili e gli abusi possibili. Fortunatamente, una comunità ben strutturata come la nostra funziona da deterrente contro gli usi smodati. L’Spdc di Carpi ha poi il merito di aver azzerato le contenzioni meccaniche: l’alternativa è di sedare il ricoverato, ma entro certi limiti poiché l’uso eccessivo di neurolettici può mettere a repentaglio la salute del paziente, arrivando alla morte per arresto cardiaco». Un’altra garanzia di tutela è data dal fatto che non per tutti è possibile attivare un Tso: tossicodipendenti e alcolisti sono esenti. Ciò rende i provvedimenti ancor più problematici.

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