Dalla Polonia a Roma con Smart Museum
Un progetto di valorizzazione turistica del tratto della Romea Strata, che corre da Marano a Fanano
MARANO. È stata presentata ieri “Romea Strata Smart Museum”, nuova idea di sviluppo dell’appennino modenese. Il progetto mira a trasformare il tratto appenninico orientale della via Romea Nonantolana nel cuore della Romea Strata, la via di pellegrinaggio che da Czestokova, in Polonia, conduce fino a Roma. “Smart Museum” richiama la volontà di valorizzare opere pubbliche, in parte già esistenti e in parte da realizzare, per renderle concretamente e virtualmente fruibili a un bacino di visitatori internazionale, attraverso la riqualificazione architettonica e tecnologica proposta da cinque Comuni montani, che si sono messi in rete per accedere a un bando regionale Por.Fesr. di euro 1,2milioni. Sono Marano, Zocca, Montese, Guiglia e Fanano, quest’ultimo capofila, le amministrazioni che hanno presentato il progetto di un circuito museale che ricalca il modello del “Mountain Messner Museum”, valorizzando le architetture di maggiore pregio storico e architettonico quali tappe di un percorso che si pone in naturale collegamento con l’Abbazia di Nonantola.
«È un programma di respiro europeo – ha spiegato il sindaco Emilia Muratori – che riesce finalmente a fare partire una stretta collaborazione tra tutti i Comuni interessati, che stanno lavorando gomito a gomito con grande operatività». Il progetto dei musei si pone sotto l’ombrello di un disegno più ampio, che è rappresentato dall’intero complesso della Romea Strata, un pellegrinaggio medievale della lunghezza complessiva di 1302 km, in cui l’Emilia Romagna rappresenta un tratto di 223 km che corre dal Po a Fanano. La Romea Strata è il collegamento dell’Europa dell’Est con la Via Francigena, che prosegue verso Roma e Gerusalemme a Sud, e Santiago di Compostela a Nord-Ovest. «Siamo orgogliosi di essere capofila di questo progetto – commenta il sindaco Stefano Muzzarelli – Fanano è stata scelta per la sua storia dettata dalla posizione geografica strategica sul valico; vogliamo puntare sul pellegrinaggio come forma di turismo perché si tratta di un metodo di viaggio a piedi per conoscere se stessi e il mondo, che però necessita di strutture recettive adeguate». A tale appello risponde il progettista Manuel Gazzola: «Noi stiamo creando il polo attrattore, costituendo massa critica per le infrastrutture, ma occorre la sinergia con i privati per creare l’accoglienza dei pellegrini, oltre naturalmente a strutturare un organico per i musei». Per quanto riguarda la rete di strutture alberghiere e ristorative, la Regione sta stanziando fondi europei: «È in uscita un bando di 16milioni di euro per i privati – interviene la consigliera regionale Luciana Serri - sono occasioni che vanno sfruttate per valorizzare il territorio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
