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I comitati “No fusione”: «Rivedere e migliorare l’Unione»

I comitati “No fusione”: «Rivedere e migliorare l’Unione»

MARANO. Sabato scorso una delegazione dei comitati “No fusione” dei Comuni di Marano e Spilamberto ha incontrato la vicepresidente dell’Unione Terre di Castelli e sindaco di Marano Emilia Muratori....

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MARANO. Sabato scorso una delegazione dei comitati “No fusione” dei Comuni di Marano e Spilamberto ha incontrato la vicepresidente dell’Unione Terre di Castelli e sindaco di Marano Emilia Muratori.

In un clima cordiale improntato al reciproco rispetto, i comitati hanno presentato le loro argomentazioni per manifestare il loro no al progetto di fusione tra comuni dell’Unione “Terre di Castelli”: «Nessuna forza (tranne Vignola) che governa i Comuni dell’Unione - spiegano i comitati - ha previsto nel suoi programmi di unificare i comuni, e la stessa Vignola la prevede come possibilità remota. A parere dei comitati, perciò, di fronte ad una proposta di unificazione dei Comuni, ci sono le condizioni per contrastarla con un ricorso al Tar. Tutte le forze che hanno vinto le elezioni comunali - proseguono i comitati No fusione - nei loro programmi hanno posto invece il tema di rivedere e migliorare l’Unione, intento non esplicitato negli scopi dello studio di fattibilità sulla fusione. La richiesta dei comitati, già ribadita al Presidente dell’Unione Smeraldi anche alla luce del fatto che due Comuni (Guiglia e Savignano) si sono già chiamati fuori dalla procedura, è di fermarsi, di non approvare alcuna fusione tra Comuni e di aprire una nuova stagione costituente dell’Unione, unitaria e partecipata. I comitati hanno altresì fatto presente che con l’approvazione conclusiva dello studio di fattibilità, da parte dei singoli Comuni, questi ultimi cessano di esistere e vengono affidati ad un commissario. La vicepresidente Muratori - concludono i comitati No fusione - in un clima di interlocuzione positiva, ha ribadito che intende aspettare gli esiti della studio di fattibilità e ritiene occorra mettere in campo a breve gli stati generali dell’Unione, per iniziare a discutere dei possibili miglioramenti». (m.ped.)

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