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Hera mostra i muscoli Tea innova, Piacere spera

di Francesco Dondi
Hera mostra i muscoli Tea innova, Piacere spera

Il colosso emiliano propone due progetti di scalata e vuole razionalizzare gli uffici I mantovani pensano al voto triplo mentre Reggiani & C puntano sullo status quo

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Un mese: è la tempistica che dovrebbe portare i Comuni soci di Aimag a definire il bando che poi decreterà il futuro partner con cui mirare alla fusione. Ma intanto i municipi iniziano a studiare le carte delle tre proposte avanzate da Hera, Tea-Fondazioni bancarie e Piacere con Estra. Tre percorsi diversi di porsi e di vedere il futuro in una fase dove le difficoltà di nomina del nuovo Cda dimostrano come qualcuno - Carpi in primis - abbia già le idee molto chiare pur restando isolato rispetto al resto dei soci pubblici. Non sarà una partita facile soprattutto perché servono degli equilibri politici che a oggi non ci sono con i due nomi avanzati dalla Giunta-Bellelli ritenuti piuttosto deboli, quasi una resa ad un futuro già scritto.

Le due idee di Hera

Il colosso delle multiutility è stata la prima a parlare esplicitamente di incorporazione senza mai passare da una “forte integrazione”. Ed infatti mette sul piatto due alternative: vendita immediata di tutte le quote dei Comuni oppure cessione istantanea di quote affinché Hera salga al 51% di Aimag per comandare. Il resto della fusione andrà ratificato entro l’inizio del 2019. La prima idea darebbe un posto in Cda, la seconda invece escluderebbe i soci Aimag dal centro di governo. C’è poi la vicenda dei presidi territoriali con Hera che, a fronte delle nuove norme, pensa ad una razionalizzazione di portata provinciale mentre per i vecchi soci correlati c’è la possibilità della liquidazione nell’ambito rifiuti e una società ad hoc per il servizio idrico. Hera, nella manifestazione, spiegando i benefici finanziari garantiti dalla propria potenza anche in Borsa, comunica di essere l’unico operatore in grado di offrire ai soci di Aimag i benefici delle maggiori dimensioni e dello status di società quotata. Ovvio che se Aimag scegliesse un altro partner, Hera non resterà socio di minoranza nella multiutility carpigiana e della Bassa.

Il triplo voto di Tea

Il progetto, già anticipato dal sindaco di Mantova, Mattia Palazzi, sulla Gazzetta, punta alla creazione di una holding in cui far convergere le quote di Aimag e Tea. Le due aziende resteranno come sotto-holding mantenendo il marchio ed il presidio del territorio. Per decidere le strategie nelle rispettive aree, invece, sarà introdotto il voto triplo: lo potranno esercitare i soci di Aimag per il Modenese e quelli di Tea per le scelte sul mantovano. Per il finanziamento si punterà sui bond obbligazionari.

Piacere non vuole cambiare

I soci privati storici di Aimag si mettono a disposizione, garantiscono la volontà di acquisire il 14% delle quote, ma restando in minoranza e dando completa fiducia all’attuale management. Oltre a proporre un eventuale apporto di capitale si dicono disponibili a valutare l’ingresso di altri soggetti e a mettere al servizio della nuova multiutility conoscenze e nuovi mercati.

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