Gazzetta di Modena

Modena

L’Udi: «Lo Stato incapace di proteggere le donne»

L’Udi: «Lo Stato incapace di proteggere le donne»

Femminicidio alla Madonnina: è iniziata ieri l’autopsia su Bernardetta Fella Esame reso difficile a causa dello stato del corpo. Ancora commenti sui social

2 MINUTI DI LETTURA





Femminicidio al quartiere Madonnina: ieri i medici specializzati dell’istituto di Medicina legale del Policlinico hanno iniziato l’esame autoptico sul corpo di Bernardetta Fella, la donna di 55 anni uccisa dall’ex compagno Armando Canò e abbandonata per una settimana in un frigorifero spento. L’esame è particolarmente complicato a causa dell’avanzato stato di decomposizione del cadavere: probabilmente oggi si potranno conoscere la data della morte, presumibilmente risalente a una settimana fa, e qualche indicazione sulle cause. Quanto all’ex compagno, che ha confessato di averla strangolata, non è ancora nota la decisione del Gip circa la convalida o meno del fermo.

Intanto non si è ancora spenta l’eco della fiaccolata che si è tenuta l’altra sera nel quartiere Madonnina. Anche ieri parecchi commenti sui social e su tutti quello dell’Udi di Modena: «Ci siamo incontrati per piangere su una donna uccisa, ci siamo incontrati per dire basta alla violenza sulla donna, ma ci siamo anche e soprattutto incontrati per guardarci negli occhi, per dirci l'un l'altro che possiamo sconfiggere questa violenza e queste solitudini. Forse non ce lo siamo detto, ma lo abbiamo sicuramente pensato. Ed eravamo in tanti, più di 500 persone a portare e raccontare umanità e condivisione. Continuiamo a farlo nelle nostre giornate e sicuramente saremo capaci di costruire una città migliore. Purtroppo cambiano i nomi, le età, le condizioni sociali dei colpevoli e delle vittime di femminicidio (nel 2015 sono morte ammazzate 152 donne, in 117 casi il delitto è avvenuto nell’ambito familiare) ma non cambiano le dinamiche, la crudeltà delle violenze, l'incapacità dello Stato di proteggere queste donne, la cultura patriarcale dell'uso e del possesso del corpo e della vita delle donne che sta alla base di questa violenza».

Sempre sui social alcuni commenti di chi ha partecipato: «Era importante esserci- scrive una giovane - era importante però dire anche che ogni donna uccisa ha la sua storia e spesso in queste storie si nascondono delle enormi fragilità ma anche enormi falle nel sistema di protezione nei servizi e nelle forze dell ordine».

Un altro modenese: «Mi si è raggelato il sangue nelle vene quando ho saputo che la donna aveva denunciato ogni episodio di violenza alle forze dell'ordine. La mia testa ha fatto un'equazione. È proprio vero che ci vorrebbe una rifondazione culturale».

E ancora una donna: «Ma quando scenderanno nelle piazze gli uomini accanto a noi per dire che non si riconoscono in questi mostri? Io li sto aspettando. Uomini fatevi sentire alzate la voce del vostro sdegno. Non sibilate girando il capo dall altra parte».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google