Milano Moda Uomo tra dandy un po’ retrò ed esploratori glamour
Le provocazioni di Dsquared2, i bad boys di Philipp Plein il mood urbano di Donatella Versace e il jazz club di D&G
Milano Moda Uomo arriva subito dopo una clamorosa edizione di Pitti che ha fatto segnare un +2,5% riguardo alle presenze dei buyers. Questa di giugno è la tornata di sfilate (dedicate alla primavera-estate 2017) più incerta degli ultimi anni, preda di voci di mutamenti, del cambio di poltrona di molti stilisti e di scelte in favore della kermesse fiorentina da parte di alcune firme. In realtà le sfilate sono aumentate rispetto la scorsa estate (da 79 siamo passati ad 84, alle quali vanno poi sommate tutte le presentazioni) ma mancano all'appello alcuni degli happening storici come le sfilate di Roberto Cavalli, di Ermenegildo Zegna e Z Zegna (con il designer in coming Alessandro Sartori) e Corneliani (che sta per essere ceduto ad un fondo del Bahrein).
Ermanno Scervino ha preferito tornare all'elegante presentazione nel proprio quartier generale, con i modelli seduti su ampie poltrone e gli ospiti invitati a vedere i capi altamente sartoriali realizzati con tessuti inediti (come il crepe tecnico). Fil-rouge della collezione la riga, da sempre una passione dello stilista fiorentino. Atmosfere da jazz club da Dolce & Gabbana con The Hot Sardines che suonano live mentre sulla passerella del Metropol sfilano cento modelli con ispirazioni retrò della dolce vita strizzando l'occhio allo street style più contemporaneo e alle contaminazioni etniche, in un melting pot simile a quello del jazz.
Philipp Plein è sempre di più lo stilista di riferimento degli sportivi, calciatori in testa con Mauro Icardi capitano di questa virtuale squadra di fashionisti. La collezione è un omaggio ai playground del bronx dove bad boys in bermuda e canottiera si sfidano uno contro uno, con giacconi oversize e toppe ovunque.
Dsquared2, da sempre abili provocatori e aizzatori di voglie compulsive di shopping, hanno fatto sfilare i propri modelli su stivaletti con tacco e plateau altissimi di sedici centimetri (requisito essenziale al casting: saperci camminare) in omaggio a David Bowie, ma anche a loro stessi quando si vestivano in modo eccentrico per andare a ballare nei club più cool di New York. Paillettes lucide applicate su giacca a vento e pantaloni mimetici, maglie trapuntate da indossare con jeans dall'effetto tie-dye, giacche da aviator, bomber e chiodi realizzati in morbidi pellami impreziositi da borchie o fascette sono i capi must have.
L'uomo disegnato da Donatella Versace è introdotto da un cortometraggio firmato Bruce Weber, che dopo anni di lontananza, torna a collaborare con la maison della medusa. Il mood urbano, molto reale nel senso di veritiero, con echi sportivi anche nei completi con i bermuda. Colonna sonora dedicata a Prince, grande amico della stilista. È un uomo in cerca di avventura, nel vero senso del termine, con zaino in spalla, poncho di tessuto tecnico e sandali ai piedi. L'avveniristica collezione propone capi sartoriali ma con una allure sportiva con tocchi fluo, fatta di giacche antipioggia, K-way e parka riscoperti e rivisitati dalle prime collezioni uomo del brand.
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