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Prodi a tutto campo su crisi dell’Europa, Brexit e immigrati

di Marco Pederzoli
Prodi a tutto campo su crisi dell’Europa, Brexit e immigrati

Vignola. Piazza dei Contrari gremita per l’ex premier «In Gran Bretagna voto contro banchieri e ricchezza iniqua»

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VIGNOLA. Piazza Contrari gremita per ascoltare l’ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, dialogare con Valerio Massimo Manfredi, per un incontro organizzato dalla Fondazione di Vignola su “L’Europa e le migrazioni di massa”. Tra le diverse considerazioni, molto apprezzate dal pubblico, Prodi ha rilevato: «C’è una situazione internazionale estremamente complicata e una situazione europea abbastanza imprevista. Al voto di uscita della Gran Bretagna dall’Europa, alla fine non ci credeva nessuno. Il voto britannico, in parte, è un voto dato contro i governanti, contro i banchieri e contro una distribuzione iniqua della ricchezza».

Parlando poi ancora di ricchezza e dei rischi che si corrono con questa situazione, l’ex premier ha aggiunto: «La distanza tra ricchi e poveri, nel mondo, sta aumentando in maniera crescente. La ricchezza oggi arriva nelle categorie che hanno meno propensione al consumo, per cui l’economia è sempre più stagnante, mentre la classe media consumava di più. Si potrebbe arrivare a una situazione di stagnazione secolare».

Prodi ha poi richiamato l’attenzione anche ad avere una giusta percezione del fenomeno migratorio. «Abbiamo movimenti biblici di popolazioni. Si calcola che oggi 260 milioni di persone vivano in un Paese diverso da quello di origine, e che ogni anno in 40-50 milioni si spostano verso altri Paesi. Non è un fenomeno passeggero... Ma spesso abbiamo una percezione sbagliata dell’immigrazione. Oggi la comunità di immigrati che in Italia è di gran lunga la maggiore è quella rumena, seguita da albanesi, marocchini, ucraini, cinesi. Il problema, ora, è regolare questi flussi. Due guerre, quella di Siria e quella di Libia, hanno rotto l’equilibrio precedente».

E a proposito della causa della guerra il Libia, il professore ha spiegato: «Una volta che aveva smesso di fare turbolenze, Gheddafi aveva iniziato a esercitare una certa influenza nell’Africa subsahariana, che è Francia. Questa è stata tra le ragioni vere della guerra».

E, ancora sull’Europa, Prodi ha avvertito: «È cominciata una sorta di “rinazionalizzazione”. La crisi economica ha cambiato i rapporti di potere tra i Paesi europei».

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