Avis: calano le donazioni cresce il bisogno di sangue
Il presidente Marani: «Nel periodo estivo l’emergenza non va mai in ferie» «Abbiamo bisogno pure di volontari per il trasporto». «Super Greg testimonial?»
È arrivato il caldo e, con esso, l’urgenza sangue aumenta esponenzialmente. A causarla sono due fattori: la riduzione delle donazioni che puntualmente avviene in questo periodo e l’incremento delle richieste legate all’aumento degli incidenti stradali e agli interventi chirurgici di pronto soccorso. Anche per Carpi si conferma una stagione negativa per le riserve di sangue. Fabio Marani, presidente dell’Avis carpigiana, lancia un appello per chiamare a raccolta vecchi e nuovi donatori. «L’avvio della stagione turistica - spiega - crea anomalie nel flusso regolare delle donazioni. Innanzitutto, sottolineo l’importanza di non credere agli appelli che richiedono sangue trasmessi con messaggi su whatsapp: sono tutte bufale. Esiste un coordinamento a livello nazionale che segnala questo tipo di emergenze. L’Avis non invia messaggi su chat». Carpi, si diceva, è in emergenza ed è importante per l’associazione accogliere nuovi donatori. «Se guardiamo alla situazione della città - continua Marani - dall’inizio dell’anno abbiamo avuto un calo di circa un’ottantina di unità rispetto al 2015. L’andamento è sempre fluttuante, ma la stagione estiva deve ancora partire ed è assolutamente necessario prevenire: si dà per scontato che il sangue ci sia sempre, ma dobbiamo ricordare che non c’è un’alternativa chimica in sua mancanza. Il sangue non si fabbrica, si dona». Nell’agosto dello scorso anno le unità sono state circa cento in meno rispetto all’anno precedente e, nel primo semestre di quest’anno, le unità donate registrano un -3,14%. A rendere difficile la situazione, poi, sono le malattie portate dai turisti provenienti altri Paesi– Zika Virus, West Nile Virus, Chikungunya - che vietano di donare per 28 giorni, in attesa di accertamenti. «Questo ci mette in difficoltà - continua - perché dobbiamo scartare anche i buoni potenziali donatori che si siano recati in luoghi a rischio». La media dei donatori è di circa 450 al mese, 120 settimana, ma il sangue rimane un’emergenza: non si deve pensare solo agli incidenti gravi - che tuttavia aumentano in estate - ma anche a un intervento chirurgico programmato, un cesareo ad esempio. Carpi, dai dati relativi a fine maggio, ha raccolto 2.379 sacche, chiudendo con un segno meno rispetto al medesimo periodo dell’anno scorso (-3,62).
«Il nostro lavoro di formazione nelle scuole continua - spiega Marani - ma c’è posto anche per chi non può donare: ci basiamo moltissimo sul volontariato, specie per il trasporto del sangue. Combattiamo con tante criticità - afferma - i tagli economici ci colpiscono, i costi aumentano e l’accreditamento alla Regione impone paletti precisi. Il bilancio è da monitorare tutti i giorni». Chi può, dunque, incrementi il volontariato e le donazioni (ogni 90 giorni per il sangue, 60 per il plasma, per un massimo di 6 donazioni l’anno).
«Le campagne pubblicitarie televisive di un tempo - chiosa Marani - non si vedono più. Un desiderio? Il nostro campione di nuoto e azzurro Gregorio Paltrinieri come testimonial!».
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