Detenuto ingoia 11 pile, salvato
Il sindacato Sappe: «Autolesionismo, arredi rotti, manca personale»
Carcere di S.Anna bollente non solo per le temperature delle celle ma anche per le proteste, che il sindacato Sappe elenca con minuzia per contestare la direttrice Rosa Alba Casella.
Il 29 giugno un detenuto maghrebino si è ferito per autolesionismo e subito dopo dieci suoi connazionali, dopo essersi rifiutati di rientrare nelle celle, hanno rotto i vetri delle finestre e le plafoniere. «È stata necessaria tutta l'esperienza e la professionalità del personale di polizia penitenziaria per evitare il peggio» commentano Durante e Campobasso, al vertice del Sappe.
Un altro detenuto nella Sezione Osservazione perchè ritenuto incline al suicidio, ha tentato di impiccarsi: suicidio sventato anche stavolta dagli agenti. «La situazione nel carcere è ingestibile, a causa di una totale assenza di guide autorevoli - rincara la dose il Sappe - Il personale è lasciato solo, senza adeguati punti di riferimento». Di qui la scelta di una manifestazione unitaria davanti al carcere per mercoledì mattina. E non è tutto.
Ieri un detenuto sottoposto al regime del 14 bis ha ingerito 11 pile ed stato necessario trasportarlo d'urgenza in ospedale» annota il Sappe. «Ricordiamo - aggiungono - che le disposizioni di cui all'articolo 14 bis dell'ordinamento si applicano ai detenuti pericolosi. Trattandosi quindi di un detenuto molto pericoloso per il trasposto in ospedale stato necessario impiegare cinque agenti, determinando gravi disagi nell’istituto di pena, dove il personale è ridotto al minimo per le carenze di risorse e, in questo particolare momento, per il piano ferie».
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