«Il bagnino ha fatto il possibile per salvare la piccola Malak»
Campogalliano. Dopo lo sfogo della madre della bimba deceduta in seguito al malore in piscina replica il presidente della polisportiva che gestisce l’impianto: «Se poteva salvarsi è grazie a lui»
CAMPOGALLIANO. La morte della piccola Malak ha sconvolto Campogalliano. E ieri la madre della bimba di 7 anni, Nadia El Kardui, in uno sfogo di disperazione ha detto che «i bagnini che dovevano vigilare non l’hanno fatto a modo» perché «non erano attenti come ci si aspetterebbe».
Filippo Serafini, presidente della Polisportiva di Campogalliano che gestisce la piscina Ohana, teatro della tragedia, preferisce smorzare i toni.
«Comprendo a pieno il dolore della famiglia – ammette Serafini – e il tentativo di trovare cause razionali per quello che è successo, così come qualcuno a cui dare la colpa di una tragedia inspiegabile. Capisco le loro accuse e ho rispetto per il loro dolore, ma conosco personalmente i due bagnini coinvolti nelle operazioni di soccorso alla bambina domenica scorsa, così come la loro professionalità. Con il ragazzo che per primo fra i due ha fatto l’operazione di rianimazione alla bimba, ho parlato a lungo analizzando ogni particolare. E mi ha assicurato d’aver fatto tutto quanto era in suo potere per prestarle assistenza e soccorso. In fondo se Malak ha avuto una speranza di salvarsi, è stato anche grazie all’intervento del bagnino, che ha eseguito tutte le manovre di salvataggio come dovevano essere fatte. Altrimenti forse la bimba sarebbe morta già domenica».
Un decesso, quello della piccola di 7 anni, che ha sconvolto anche lui, il bagnino che per primo ha tentato di salvarle la vita.
«È sotto shock – riprende Serafini –ha preso molto a cuore fin da subito le sorti della bambina. E la notizia della sua morte l’ha ulteriormente sconvolto. Ha subito uno stress emotivo davvero forte. Anche se facendo il bagnino sa che possono capitare casi del genere, quando li si subisce in prima persona si rimane a dir poco provati. Proprio per questo, abbiamo deciso di non farlo venire al lavoro per qualche giorno. Rientrerà solo la settimana prossima».
Uno stress psicologico, quello del bagnino, dovuto anche alle discussioni che sono sorte fin da subito, domenica.
«Il ragazzo è rimasto molto colpito anche dalle polemiche nate a causa di chi, con poco garbo, si è attribuito meriti non suoi sul salvataggio – continua Serafini – parlo dei bagnanti che per primi hanno tirato fuori dall’acqua Malak. Le operazioni di soccorso però, sono state eseguite dal bagnino, non dai bagnanti».
Filippo Serafini, in conclusione, rassicura poi sulla professionalità dei bagnini della piscina Ohana: «Tutti i nostri ragazzi sono dei professionisti con il brevetto. Noi cerchiamo di fare tutto il possibile affinchè tragedie del genere non avvengano. Ci sono stati altri casi di salvataggio infatti, ma mai con queste conseguenze», conclude.
Valentina Corsini
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