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L’eredità fuorilegge del cantiere

L’eredità fuorilegge del cantiere

Pavimentazione di via Mazzini rovinata dai lavori di un privato: «Uno scandalo»

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«Una situazione assurda, che va avanti da quasi un anno e che non dà certo una bella immagine della città»: è duro e pieno di rammarico, e in parte anche di rassegnazione, il commento di molti sassolesi in merito al dissesto della pavimentazione in porfido di via Mazzini, all’altezza del civico 8. L’area è stata sede per alcuni mesi di un cantiere privato in uno dei palazzi che si affacciano sulla centralissima piazza Garibaldi. Dopo la fine dei lavori, il cantiere ha lasciato come ricordo per mesi alcuni new jersey in plastica a lato della strada. Già al tempo non erano mancate le lamentele ma da alcuni mesi la situazione è persino peggiorata. Alcuni “sanpietrini” infatti si sono smossi rendendo il passaggio sul marciapiede pericoloso (col rischio che vengano utilizzati da qualche balordo per colpire le vetrine). Qualcuno ha posizionato cartelli di pericolo e transennato l’area, che si trova davanti ad una vetrina. «È già la terza volta – spiega arrabbiato un cittadino che risiede nelle vicinanze dell’ex cantiere – che in quei pochi metri ci sono buche, cartelli, ostacoli. Era successo prima di Natale e per tutto il periodo festivo i “new jersey” sono rimasti lì. Intanto è passata anche la Pasqua e ormai è ferragosto. L’amministrazione, che può, e dovrebbe, imporre ai privati che hanno fatto i lavori di risolvere la situazione, cosa pensa di fare? È possibile che a Sassuolo ogni intervento sulla pavimentazione in porfido impieghi mesi, se non anni, per essere risistemata e le volte che avviene rimane comunque degradata rispetto all’origine? Il cantiere era autorizzato ma le autorizzazioni dovrebbero prevedere anche la rimessione in pristino. Cosa aspetta il Comune?».

Andrea Gilioli

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