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Annega nel Panaro davanti ai due figli

Annega nel Panaro davanti ai due figli

Vignola. Abel Abdelhadi Hajbi, 43enne marocchino residente nella zona, colpito da malore o è caduto in una buca

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VIGNOLA. Abel Abdelhadi Hajbi, marocchino di 43 anni, è annegato ieri pomeriggio davanti ai due figli nelle acque del Panaro.

Il pomeriggio era coperto, ma caldo. A un certo punto qualcosa è andato storto. In base a una prima ricostruzione, il marocchino, residente a Vignola, ha messo un piede in una buca nel fiume e ha cominciato a chiedere aiuto. Il suo corpo è stato inghiottito dal fiume. Erano circa le 16.

«I soccorsi sono arrivati tardi - s’è poi lamentato un uomo che era sul posto - sarà passata circa mezz’ora». Sul posto sono arrivate diverse squadre delle forze dell’ordine. C’erano sommozzatori dei vigili del fuoco, carabinieri, agenti della polizia municipale, personale del 118. Le ricerche sono proseguite per circa tre ore. Due squadre perlustravano metro per metro il fondale mentre tante persone si addensavano in gruppi sulla sponda. I volti erano preoccupati, i gesti e gli abbracci un modo per farsi forza e mantenere viva la speranza nonostante tutto, fino all’ultimo. «Possiamo dare una mano?», ha domandato un uomo ai sommozzatori dei vigili del fuoco. La risposta è stata negativa. Qualcuno scrutava il corso dall’alto della sponda opposta. Alle 19.12 i sommozzatori hanno fatto il punto della situazione. Avevano già controllato l’alveo per almeno quaranta metri in lunghezza senza ancor aver scoperto niente. I ricercatori non hanno mollato, proseguendo il loro lavoro. Alle 19.21 il ritrovamento. I carabinieri hanno chiesto di allontanare i bambini presenti sulla scena mentre un sommozzatore reggeva il corpo di Abdelhadi. Portato a riva, è stato coperto da un telo bianco. Erano le 19.29. Accomunati da un dignitoso silenzio, sui volti di molti dei presenti sono comparse lacrime. Più volte sono risuonate invocazioni ad Allah. Diversi i rappresentanti di El Falah, l’associazione culturale islamica in cui Abel si stava sempre più inserendo. Qualcuno ha segnalato criticità presenti nella zona. Una protesta ferma, pur senza alzare la voce. «Dovrebbero mettere cartelli per le buche - ha sottolineato un uomo - da altre parti ci sono, ma qui no». Alcuni hanno raccontato che Abel stava nuotando con i figli piccoli, una maschio e una femmina, e che potrebbe aver avuto un malore. Un ragazzo racconta che stava insegnando ai figli a pescare prima dell’incidente. «L’ho visto fino a due giorni fa - ha spiegato il giovane - veniva spesso da queste parti». Un fatto riscontrato da altre fonti. Sulla scena due giovanissimi trovano la forza di avvicinarsi al gruppo dei grandi. Le forze dell’ordine vigilano sul corpo di Abel. «Non dovete ringraziarci», ha risposto un sommozzatore a un mesto grazie di un adulto. È una missione di cui i vigili del fuoco avrebbero fatto volentieri a meno.

«Allah l’ha voluto con sé», ha spiegato il ragazzo che l’aveva visto fino a due giorni prima.

Gabriele Farina

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