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SALUTE. casi in aumento

Avanza il tumore al seno maschile

di Valeria Cammarota
Avanza il tumore al seno maschile

La dottoressa Cagossi del Ramazzini di Carpi spiega una malattia poco conosciuta

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MODENA. Il tumore al seno viene considerato una malattia femminile, ma può svilupparsi anche nell’uomo: Si stima che in Italia interessi un uomo ogni 520 circa. La dottoressa Katia Cagossi, oncologa e direttrice dell'Unità senologica dell’ospedale Ramazzini di Carpi, spiega i dettagli di un male ancora poco conosciuto e che a Carpi, dal 2014, ha interessato una decina di pazienti.

«Nelle prime fasi della vita, maschi e femmine presentano più o meno la stessa quantità di tessuto mammario ma nella pubertà - spiega la dott. Cagossi - mentre gli ormoni femminili fanno crescere un certo tipo di tessuti nelle donne, gli ormoni maschili tengono sotto controllo la crescita dei medesimi negli uomini, che in genere hanno in comune con le donne i dotti, ma pochissimi lobuli e tessuto adiposo».

È più facile diagnosticare un nodulo mammario nell’uomo?

«Sì, dato che la quantità di tessuto lobulare e adiposo è molto scarsa nella sua mammella. Ciononostante, spesso essi si accorgono di avere un tumore quando la malattia è in fase avanzata: ciò perché erroneamente credono che il tumore del seno sia una malattia esclusivamente femminile».

Esiste diagnosi precoce?

«Per gli uomini non esistono indagini sanitarie specificiche che permettano di identificare il tumore nelle sue fasi iniziali, soprattutto perché il tumore della mammella maschile è molto raro. Ciononostante, i maschi figli o fratelli di donne portatrici di mutazioni dovrebbero fare il test genetico».

Su cosa si basa la diagnosi?

«Innanzitutto sulla visita dal medico che, dopo aver analizzato la storia familiare e valutato eventuali noduli, decide se procedere con gli approfondimenti. In questo caso, anche per l'uomo vengono utilizzati ecografia, mammografia, l'analisi di liquido e biopsia».

Quali i fattori di rischio?

«Molti, alcuni dei quali possono essere evitati modificando stile di vita. Con l'avanzare dell'età il rischio nell'uomo aumenta, in genere poco prima dei 70 anni, mentre quando la malattia colpisce un giovane, si può pensare a fattori di rischio ereditari o genetici: un uomo su cinque con tumore del seno ha parenti stretti - maschi o femmine - colpiti dalla stessa malattia. Infine, alcune sindromi genetiche presenti alla nascita, come la sindrome di Klinefelter, o l'esposizione del torace a radiazioni, possono influenzare. Come nella donna, anche nell'uomo gli ormoni giocano poi un ruolo fondamentale».

Quali le terapie?

«La strategia terapeutica del carcinoma mammario maschile si attiene a quelle consolidate nelle donne».

Quale la percentuale di incidenza?

«Sta lievemente aumentando e si estende alla fascia di età sotto i 45 anni, anche se l'età più a rischio resta quella tra i 60 e i 70 anni. Nel 2012 il Registro nazionale tumori italiano ha segnalato circa 400 nuovi casi. È importante anche per gli uomini non sottovalutare eventuali noduli o cambiamenti nella forma del seno e del capezzolo e non farsi cogliere da imbarazzi o paure ingiustificati nel rivolgersi al medico».

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