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Domattina a Freto l’addio a Bernardetta

Domattina a Freto l’addio a Bernardetta

La donna uccisa dall’ex compagno e lasciata in un frigo: trovate tracce sul collo, è stata strozzata

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Domani mattina alle 10 nella parrocchia di Freto sarà celebrato il rito funebre di Bernardetta Fella, la donna di 55 anni trovata morta nella cantina della sua abitazione in strada nazionale per Carpi, abbandonata da giorni in un frigorifero spento dopo che il suo ex convivente Armando Canò, come ha confessato, l’ha soffocata dopo un ennesimo litigio.

Oltre ai famigliari, ovvero l’ex marito e i due figli, nonché le due sorelle e i due fratelli della donna, ci saranno le tante amiche di “Betta”, e tra queste le volontarie della associazione Tric e Trac dove la donna, sofferente da tempo di depressione e in cura presso il Centro salute mentale, andava a fare alcune ore di volontariato e dove a lungo si confidava, raccontando che quell’uomo, l’ex convivente, che lei aveva accolto in casa per aiutarlo dopo che lui era uscito dal carcere. le stava rendendo la vita impossibile. Soprusi, violenza, furti, denunce annunciate e poi ritirate, chiamate alle forze dell'ordine. Un calvario finito in un delitto, una morte annunciata per i famigliari e per le tante persone che avevano conosciuto Bernardetta, la sua situazione e il suo rapporto con quel 50enne, ora in carcere con l’accusa di omicidio e di occultamento di cadavere. Dopo il funerale il corpo della donna verrà cremato al cimitero di San Cataldo.

Intanto si è concluso l’esame autoptico presso l’istituto di Medicina legale del Policlinico di Modena. Nonostante il caldo e i parecchi giorni passati dal decesso e il relativo stato di decomposizione (approssimativamente la morte risale a circa una settimana prima del ritrovamento, la sera di domenica 26 giugno) il corpo della donna non era in condizioni tali da vanificare il lavoro dei medici esperti, che sono quindi riusciti a riscontrare alcuni primi elementi.

Da quanto è trapelato sono stati trovati segni all’altezza del collo, segni che indicherebbero che la donna è stata afferrata a mani nude appunto all’altezza del collo e che sarebbe stata strozzata.

Un ulteriore esame successivo dovrà stabilire se questo strozzamento, questa compressione del collo per altro confessata dallo stesso Canò, abbia provocato la morte per asfissia o per un arresto cardiaco indotto. La donna inoltre è stata trovata priva di vestiti: esami accurati accerteranno se vi è stata o meno una violenza sessuale. (s.to)

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