Gli atti della Repubblica dimenticati e poi ritrovati
Sfuggiti al grande rogo a opera dei fascisti sono arrivati integri fino a noi Conservati dentro uno scatolone che è rimasto in biblioteca per oltre 60 anni
MONTEFIORINO. Sono rimasti lì, ad aspettare pazienti che qualcuno ci inciampasse sopra. Scampati al fuoco dei nazifascisti, al deterioramento inesorabile causato da anni e anni trascorsi ammassati dentro un impolverato scatolone. Il terremoto del 2008 li aveva riportati alla luce salvo poi finire nuovamente nell’oblio, dimenticati chissà perché dietro la porta di un ufficio comunale da cui sono “saltati fuori” solo sette anni dopo. Sono i documenti inediti stilati durante le sedute della prima, ma anche della seconda, Repubblica partigiana di Montefiorino. Carte che raccontano da dentro lo spaccato di quei 45 giorni (dal 17 giugno al 3 agosto del 1944), che descrivono l’organizzazione burocratica ed economica della Repubblica partigiana.
«Non sappiamo di preciso come si salvarono dal rogo della rocca. La certezza è che sono arrivati fino a noi», spiega Andrea Guidi, 26 anni e una passione sfrenata per il passato che lo ha portato a laurearsi in scienze storiche con una tesi proprio sulla Repubblica di Montefiorino. «È possibile che qualche addetto comunale - continua Andrea - li abbia accatastati uno su l’altro e messi al sicuro dentro alcuni faldoni. Il fuoco, che distrusse l’intera anagrafe, non li raggiunse mai». Sfuggiti al rogo della rocca i faldoni finirono ammassati uno sull’altro all’interno di uno scatolone. Nascosto al mondo, all’interno di quella che un tempo fu la biblioteca cittadina (due piccole salette che verranno trasformate in archivio storico visto il ritrovamento di questi documenti), lo scatolone superò indenne i decenni. Anche la grande ristrutturazione del 1961 non smosse quell’involucro, non lo danneggiò ma non lo riportò nemmeno alla luce.
Libri, scaffali e oggetti di ogni genere gli vennero ammassati sopra e la polvere ovattò il tutto in una sorta di opera d’arte. Fu il terremoto a smuovere quello che il tempo aveva fissato. «Nel 2008, in seguito alle scosse - racconta Andrea - le due stanze che formavano la biblioteca vennero svuotate. E fu in quel momento che, per la prima volta dal 1944 quei documenti vennero notati. Forse uno sguardo fugace di qualche operaio; forse l’intuizione di un amante della storia. Tant’è che lo scatolone venne trasportato fuori dalla biblioteca. Finì in un angolo di un altro ufficio comunale, sempre all’interno della Rocca».
Ma quando l’attenzione è focalizzata su altri interventi, sulla gestione quotidiana la memoria svanisce e sopra quello scatolone, arrivato direttamente da un’altra epoca, tornarono i soliti libri e gli oggetti senza posto. Solo nel 2015, quando già il museo sulla Repubblica di Montefiorino era stato allestito, rispuntarono fuori e ora sono pronti per raccontare la loro verità di quegli anni tumultuosi. Andrea Guidi e il sindaco Maurizio Paladini li custodiscono gelosamente all’interno di un armadio chiuso a chiave per evitare che quello che finalmente è tornato alla luce possa nuovamente essere dimenticato.
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