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«La Bretella inquinerà le falde acquifere»

«La Bretella inquinerà le falde acquifere»

L’ingegner Messori scrive a Delrio: «Caro Ministro, non ci sarà neanche nessun equilibrio finanziario»

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E a proposito di Bretella, proprio nei giorni scorsi l’ingegner Gianbattista Messori ha scritto al ministro per le infrastrutture Graziano Delrio, pregandolo di prendere in considerazione l’ipotesi di revisione del progetto.

Messori comincia ponendo due domande: «Nelle nuove condizioni e in un Paese dove è persino carente la manutenzione stradale, è utile riproporre un’opera già datata che di fatto costerà alla collettività circa 600 milioni di euro a fronte di un tracciato di quasi 20 chilometri che consentirà (a pagamento) solo un breve recupero di tempo e col nuovo scalo di Modena che può essere diversamente collegato? Per favorire ripresa ed occupazione non necessitano più oculati investimenti in innovazione, sviluppo sostenibile e supporto vero alla crescita del nostro sistema-impresa che rischia sempre più di essere “colonizzato” nel mondo globale? Già la prevista realizzazione della Bretella è affidata a procedure che meriterebbero altri approfondimenti, a partire dal rinnovo della concessione alla società Autobrennero in assenza di gara pubblica o dal previsto finanziamento Cipe di contributo pubblico tramite defiscalizzazione».

Per Messori c’è un problema economico: «Per quanto detto e in presenza della Modena-Sassuolo, è del tutto evidente che la riscossione del pedaggio non consentirà l' equilibrio previsto entro il periodo di durata della concessione per scarsità di traffico pagante. Specie nel dichiarato intento di soppressione dei due caselli -e quindi dei pedaggi- nell'’area di Modena per consentire il traffico di una “irrazionale” tangenziale Sud (anzichè Nord) di Rubiera. E tutto ciò, oltre a smentire la veridicità dei dati, contrasta con una corretta logica di “project financing”, oltre che del principio da lei stesso asserito secondo cui “gli investimenti pubblici devono comportare beneficio sulle tariffe per i cittadini”».

Tanti i problemi ambientali evidenziati da Messori: «Pur citando il Piano Attività Estrattive del 1997 del Comune di Modena, non ha considerato i Poli escavazione ghiaia 5.1 ed ex 5.2 in zona Marzaglia di oltre 5 milioni di metri cubi (i più grandi a livello regionale), con l’ ubicazione di nuovi impianti bituminosi. E tali cave, che hanno già alterato la prima falda e reso vulnerabile la zona alle ricadute inquinanti, sono proprio collocate a monte degli acquiferi che alimentano l’acquedotto di Modena, attraversati dalla Bretella nella zona di rispetto assoluto».

Messori pone alcune alternative: «L’assenza della Bretella non pregiudica la tangenziale di Rubiera perchè il tracciato Nord risulta più lineare e completo di quello Sud, quale reale variante della via Emilia nel collegare le tangenziali di Reggio, Modena e lo scalo merci sullo stesso versante, senza spostare il nodo del traffico oltre Bagno. Poi il collegamento via Ancora e Provinciale Sp 51 con una nuova camionabile (ora sottoutilizzata) che collega il polo escavazione 5.1 in zona Marzaglia alla superstrada Modena-Sassuolo. E ancora la Bretella ferroviaria fra i due scali per ridurre maggiormente il trasporto merci via strada oltre ad altri accorgimenti».

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