Gazzetta di Modena

Modena

La Notte del Destino con i musulmani per aprire un dialogo

di Gaetano Josè Gasparini
La Notte del Destino con i musulmani per aprire un dialogo

Dalla preghiera alla festa, in un luogo di integrazione: «Ci adattiamo ai contesti sociali per essere progressisti»

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C’è una notte verso la fine del Ramadan, più sacra delle altre che i Musulmani chiamano Laylatul Qadr: la “Notte del Destino”, in arabo. Per i Musulmani Laylatul Qadr è la notte in cui è iniziata la Rivelazione coranica, trasmessa da Allah a Mohamed attraverso l’arcangelo Jibril (Gabriele) e completata poi in successivi istanti della vita del Profeta, vissuto nella Penisola araba a cavallo fra il VI e VII secolo. Durante la “Notte del Qadr” ogni osservante è chiamato a pregare dal tramonto all'alba per espiare i propri peccati e onorare Allah.

La Casa della Saggezza, della Misericordia e della Convivenza è situata nella periferia nord-est di Modena, in una zona industriale, vicino all'entrata della tangenziale, nel cuore del distretto logistico. Di notte quest’area è popolata da camionisti in sosta e da prostitute africane. Al secondo piano di una palazzina, sopra una mensa per lavoratori c'è la sede dell'associazione islamica, la seconda per dimensioni della città.

«Non abbiamo la presunzione di impiantarci in centro storico, siamo consapevoli che la nostra è una religione di minoranza ma con le nostra attività puntiamo a riqualificare il quartiere intero», dice Khalid Dalouzi, un uomo marocchino già presidente dalla “moschea” di via delle Suore, il più antico e capiente centro islamico di Modena, e della stessa Casa della Saggezza. Fondato nel 2007 da una costola della moschea “al Rahman” di via delle Suore e legato all’organizzazione nazionale Partecipazione e Spiritualità Musulmana (Psm), il centro intende sin dal nome tagliare alla radice e eliminare alla base ogni sospetto di auto-esclusione dal contesto in cui vivono i musulmani di Modena, evitando l'appellativo “moschea”: «Questo è un centro culturale, la preghiera e i riti rappresentano solo una parte delle nostre attività, la Casa della Saggezza vuole essere il luogo di incontro privilegiato fra le diverse confessioni, culture e etnie che popolano Modena», puntualizza Dalouzi. Il centro culturale di via del Portogallo si distingue dagli altri complessi islamici perché celebra le feste laiche del nostro calendario come il 25 aprile, il 1 maggio, il 2 giugno. Ricorrenze occidentali generalmente ignorate nei paesi di fede islamica come l’8 marzo, la festa della donna, hanno registrato la partecipazione di centinaia di persone fra le quali esponenti delle istituzioni locali e della società civile: «Qui si fa vera intercultura e si reinventa l’Islam in chiave progressista e in base all'ambiente cittadino: per noi l’Islam non è un corpus dogmatico statico ma una religione che cambia con i tempi e si adatta ai contesti sociali e culturali specifici».

Artefice di questa costante ricerca del dialogo e della valorizzazione delle similitudini più che delle diversità è un direttivo che si potrebbe definire illuminato, guidato da Adil Laamane. Giovane padre di famiglia di origine marocchina, Laamane è un mediatore culturale da vent'anni residente a Modena: «Il nostro consiglio è giovane, multietnico, impegnato socialmente e composto da uomini e donne di tutti i paesi: sono queste ultime e i giovani la vera spina dorsale della nostra comunità, le donne si occupano infatti dell'educazione e dei corsi di arabo mentre i ragazzi vengono responsabilizzati in età precoce attraverso opere di volontariato». Nella notte del Qadr incontriamo padri di famiglia e donne di tutte le età, operai e medici, magazzinieri e ingegneri. A mezzanotte, le signore con i bambini in braccio, accompagnate dai mariti in jalaba e in fez, portano i vassoi di cous cous, il thé alla menta e le tajine di pollo e agnello. È una comunità cordiale, integrata e colta, senza complessi.

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