«Questione di ore, poi saremo in Italia»
Il conte Boschetti: «Rientro con la mia Claudia e poi andremo subito a Torino dai suoi cari per il funerale in forma privata»
«Martedì sera saremo in Italia, io e Claudia e andremo a Torino dai suoi cari. C’è stata una incredibile accelerazione nelle pratiche, non me lo aspettavo che si riuscisse a fare così presto. Però, sinceramente, non so cosa accadrà una volta in Italia, quale sarà poi il programma, come saranno gli spostamenti. So soltanto che il funerale di mia moglie non sarà un funerale di Stato, ma in forma privata, aperto ai tanti amici di famiglia e alle autorità torinesi. Ma tutto dipende da quando arriverà martedì l’aereo di Stato. È questa l’incertezza che fa sì che non sia stata ancora fissata una data d’arrivo precisa. Se tutto andrà bene martedì sera saremo in Italia. Qui in Bangladesh siamo quattro ore avanti, quando in Italia sono le 20 qui a Dacca scocca la mezzanotte».
È stanco Gian Galeazzo Boschetti, il sopravvissuto modenese all’attentato, l’uomo che è rimasto per ore nascosto in un cespuglio e col cellulare ha avvisato l’ambasciata che era in atto un massacro. Come avevamo raccontato nell’edizione di ieri dopo la grande tragedia che lo sta prostrando per lui era tutto un susseguirsi di interrogatori, di incontri, di pratiche burocratiche. Aveva affermato infatti che non era un rientro semplice quello della salma di sua moglie così come quello degli altri italiani rimasti uccisi, perchè le procedure in caso di morte per attentato terroristico sono più lunghe e complicate. Ma evidentemente, come ha lasciato capire il conte, c’è stato un rapido accordo tra i due Stati e le procedure si sono sbloccate.
Gian Galeazzo Boschetti, 56 anni, al telefono è sempre molto cordiale e sapendo di parlare tramite il nostro giornale anche con i suoi tanti amici che gli sono vicino nella sempre sua Modena, ogni tanto si abbandona. «Anche oggi, lunedì, è stata una giornata terribile. Ore ed ore di incontri, telefonate, pratiche, firme, decisioni, contatti. Da una parte , pensavo, almeno riesco a distrarmi un po’ invece tutto questo per me è stato come infierire, è stato terribile. E, ripeto, la data o l’ora del rientro sono ancora da definirsi perchè tutto dipende dai tempi dell’arrivo e della ripartenza dell’aereo di Stato. Di conseguenza anche al data del funerale. Perché se si ritorna invece mercoledì... Ma per ora non ci voglio pensare, sono stato sommerso qui di pratiche. E non è ancora finita, ho ancora una serie di appuntamenti».
Saluta gli amici modenesi e riattacca.
Sono le 20 di lunedì a Dacca quando abbiamo avuto questa rapida conversazione con il conte Boschetti, il modenese marito della torinese Maria Claudia D’Antona rimasta uccisa nell’attentato al ristorante che si trova a duecento metri dall’ambasciata italiana.
A Torino la data e l’ora del funerale non sono ancora stati fissati: in ogni caso non saranno funerali di Stato, l'addio a Claudia D'Antona sarà invece dato, in forma privata, nella parrocchia di Gesù Nazareno, in piazza Benefica, dove la donna era stata per tanti anni scout.
La sorella di Claudia, Patrizia D'Antona, e il marito, Marco Porcari, hanno ricevuto una telefonata dal sindaco Chiara Appendino, che ha offerto il pieno sostegno della città. Ai funerali ci saranno gli amici della parrocchia, i vecchi compagni di scuola, ma anche tanti altri torinesi. «Mia sorella - è il ricordo di Patrizia D'Antona - era una persona che aveva un grande cuore, capace di grandi riflessioni interiori ma altrettanto aperta verso il prossimo, sempre pronta a legare con la gente». Nella 'sua' Torino, dove amava tornare anche se da 25 anni viveva in Oriente, Claudia D'Antona ha lasciato tanti ricordi, soprattutto quelli per il suo impegno da volontaria della Croce Verde. E in Bangladesh aveva proseguito nel suo impegno umanitario finanziando una Onlus che curava i bambini con deformità e le donne sfregiate con l'acido.
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