Scuola, a Sassuolo linea dura contro chi non paga le rette
Il Comune conferma: «I morosi perderanno accesso ai servizi per l’infanzia» Agevolazioni per le famiglie indigenti e piani di rientro per gli inadempienti
SASSUOLO. Confermata la linea dura, già decisa negli atti di indirizzo dei mesi scorsi e ora ratificata nel documento con cui l’amministrazione comunale definisce i criteri per il pagamento delle quote dei servizi scolastici di sua gestione nel 2016-2017: l’utente che si renderà colpevole di reiterate morosità potrà non essere ammesso al servizio l’anno successivo fino al saldo. Il provvedimento riguarda in questo caso i servizi scolastici, in particolare quelli per la prima infanzia. L’amministrazione ha disposto alcune linee guida sulle rette e sul loro pagamento, compresi i criteri di agevolazione. Ma in premessa dichiara soprattutto guerra a chi non paga, un numero crescente di utenti, che in alcuni casi finiscono per mettere in difficoltà la gestione stessa dei servizi. Dall’altra parte c’è anche la volontà e il tentativo di non depauperare ulteriormente i servizi per la prima infanzia, in particolare i Nidi, che a causa del loro costo (alto, nonostante una consistente quota che resta a carico del Comune) hanno visto calare il numero di iscrizioni negli ultimi anni. Perciò viene presa in considerazione ma esclusa la possibilità di richiedere pagamenti anticipati che “influirebbero negativamente sulle iscrizioni ai servizi, con conseguente calo di utenti a fronte di spese di gestione che restano invece fisse e che comporterebbero un aumento dei procedimenti di rimborso, con maggiori carichi organizzativi per lo svolgimento delle pratiche”. Perciò sono previste sia agevolazioni per chi ha situazioni economiche (certificate dall’Isee) di difficoltà a pagare le rette per intero, sia piani di rientro per i morosi. Ma non verrà più tollerato il mancato pagamento senza giustificazione nè tentativi di rimborsare il dovuto.
«Al momento della presentazione della domanda di ammissione l’utente è messo a conoscenza della facoltà dell’amministrazione comunale di non ammettere l’utente moroso. L’Ufficio istruzione, in presenza di debiti pregressi non regolarizzati a carico del nucleo famigliare, potrà rinviare l’ammissione dell’utente moroso e di eventuali fratelli e sorelle ai servizi prima infanzia, trasporto scolastico, pre e post scuola fino all’avvenuto pagamento delle rette dovute». L’utente, spiega ancora il documento, potrà concordare un piano di rientro e chiedere la riammissione al servizio, pagando anticipatamente il 30 per cento del dovuto e il resto a rate. I casi di maggiore difficoltà economica verranno comunque valutati dal Servizio istruzione o in casi estremi dai servizi sociali. Resta confermato anche che, in caso di consistenti debiti reiterati, potranno decadere non solo gli accessi ai servizi scolastici ma i diritti relativi a assegnazione di alloggi Erp, affitti agevolati, buoni libro e altro. Dall’elenco dei servizi sottoposti a queste verifiche (che il Comue potrà effettuare a sua discrezione rispetto alle reali condizioni delle famiglie che non pagano) resta escluso, almeno nel testo ufficiale, il servizio mensa, quello che di solito quando viene negato ai bambini a scuola desta più scalpore.
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