Bullismo, parola ai ragazzi per capire cosa accade
Il progetto del Rotary Muratori ha posto l’attenzione su questo fenomeno in un libro scritto dagli stessi adolescenti: confidenze su situazioni difficili
«Il ragazzo cercava di farsi invisibile...», inizia così il racconto “L’esercizio” della 21enne Sara Gugliemino, di Carpi, autrice del testo vincitore dell'ultima edizione del premio Rotary club Muratori di Modena, quest'anno dedicato al bullismo, tema che i ragazzi “sentono” e gestiscono forse meglio degli adulti. Anche se con i loro metodi che, spesso, incutono ancora più preoccupazione per famiglie e scuole. Il Rotary, in ogni caso, ha lasciato liberi i ragazzi - partecipazioni dai 13 ai 25 anni provenienti da tutta Italia, la maggioranza sono modenesi - di raccontare come meglio credono questo tema che non è certo nato nei tempi del social network e dei Millennians.
I testi, una decina, che fanno parte di questa antologia intitolata “L'esercizio e altri racconti” sono quindi scritti perlopiù da adolescenti e quindi diviene interessante anche comprendere cosa i giovani pensano sull'argomento. Se il racconto di Sara prosegue parlando di Claudio, un ragazzo «più basso della media della sua classe, ma non in sovrappeso...» a ricordare che a volte il bullismo ha caratteristiche legate al fisico delle persone, il 17enne di Lucca Gabriele Rebeggiani sposta il tiro sull'amore, altro tema centrale in questi racconti. «Ah, l'amore, si ritrovò a pensare il ragazzo - scrive Gabriele - un sentimento che poteva essere flebile come il vento di un mattino di primavera...» e poi nelle pagine seguenti narra le vicende di “lotta” dei giovani Zachary, Filippo e del bulletto Thomas. Il 16enne modenese Valerio Vaccari scrive che «nella classe di Ruben c'erano solo due categorie di studenti. Lupi e pecore». E già così si capisce tutto, anche se con sorpresa la vicenda è ambientata in una classe a Capo Nord. La giovanissima 13enne Sofia Zoboli di Modena nel suo bel testo analizza le avventure di Giorgio della media Petrarca “costretto” ad andare in quella scuola dove insegna il nonno e dove è vessato dal compagno Michele che lo insulta spesso e gli ruba la merenda. Proviene invece da Roma la 17enne Danila D'Angelo che tratta in maniera più “classica” il tema, mentre Riccardo Calanca (14 anni, di Mirandola) ambienta la scena appena dopo l'ultima guerra in un paese reggiano. Alice Guerzoni di San Possidonio, 15 anni, ambienta il suo testo in America con una buona dose di fantasia, mentre Ombretta Dongu - “grande” 24 enne di Cagliari - racconta la vicenda di un gruppo di ragazzi nel racconto “La Yakuza è una banda di idioti”. Infine in “Bullo di sapone” Rosa Romano (19 anni, Mirandola) spiega con delicatezza che la vita del protagonista «ormai da mesi oscillava tra l'imbarazzo e la solitudine» e la reggina Martina Sicari intitola romanticamente il suo testo “Dimmi cos'è la libertà”. La lettura di questo caleidoscopico volume permette dunque di capire qualcosa in più di questo problema, da non sottovalutare.
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