Gazzetta di Modena

Modena

progetto per aiutare 10 famiglie

Capacità genitoriale in crisi? Il soccorso arriva da “Pippi”

Capacità genitoriale in crisi? Il soccorso arriva da “Pippi”

Chi non ricorda Pippi Calzelunghe, protagonista della tv dei ragazzi anni ‘70? “Pippi” è il progetto dove il nome della piccola irrivente svedese identifica l’acronimo di “Programma di Intervento...

2 MINUTI DI LETTURA





Chi non ricorda Pippi Calzelunghe, protagonista della tv dei ragazzi anni ‘70?

“Pippi” è il progetto dove il nome della piccola irrivente svedese identifica l’acronimo di “Programma di Intervento Per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione”, con il quale l’Unione delle Terre d’Argine proporrà, a partire dal prossimo settembre e fino a ottobre 2017, interventi innovativi di accompagnamento rivolti ai genitori che si trovino a fronteggiare situazioni in cui può risultare difficile garantire ai figli un giusto benessere.

Il progetto sperimentale (unico nella provincia di Modena, su quattro in Regione, facendo dell’Unione la capofila dell’iniziativa) è rivolto a dieci famiglie con bambini fino agli 11 anni di età e - grazie alla collaborazione del Distretto sanitario dell’Azienda Usl (che garantirà le prestazioni di tre coach: due operatori del servizio sociale e una psicologa), delle scuole frequentate dai bambini stessi e di diverse associazioni del territorio - lavorerà in modo integrato con i genitori, la cui capacità genitoriale sia in qualche modo compromessa, per promuovere le loro risorse rispetto ai bisogni dei propri figli.

“Pippi”, nato dalla collaborazione tra il Ministero delle Politiche sociali e il Laboratorio in Educazione familiare dell’Università di Padova, prevede verifiche costanti, con l’obiettivo primario di aumentare la sicurezza dei bambini, migliorare la qualità del loro sviluppo e ridurre il rischio di mal-trattamento.

«Non ci si sostituirà ai genitori – affermano Ramona Vai e Liana Balluga, referenti del progetto – ma si starà al loro fianco».

Con loro verrà anzi costruito un progetto personalizzato e condiviso. Per ogni famiglia verranno inoltre assicurati l’educativa domiciliare, il sostegno sociale con famiglie d'appoggio che rinforzino la rete sociale della famiglia in difficoltà e gruppi genitori-figli.

«Si tratta di un’alternativa – spiega il aindaco, Alberto Bellelli – rispetto all’extrema ratio rappresentata dalla negazione della genitorialità con conseguente ed eventuale allontanamento dei bambini dalle proprie famiglie: il che è un fallimento sia per la famiglia che per la comunità. “Pippi” è nato a livello nazionale: portarlo a livello locale è una sfida».

La Presidente dell’Unione delle Terre d’Argine, Luisa Turci, sottolinea come il fatto che l’Unione sia stata ammessa a questa sperimentazione «insieme ad altri soli tre enti associati della Regione, dimostri la stabilità del dialogo anche per la progettazione di nuovi modelli per i servizi territoriali».

Valeria Cammarota

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google