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Modena. Così in via Poletti finisce un assedio durato dieci anni

di Stefano Totaro
Modena. Così in via Poletti finisce un assedio durato dieci anni

Ha chiuso il market etnico punto di ritrovo in strada di bande dedite allo spaccio. Una storia di degrado e di blitz

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Modena. «Sono andata avanti, ho fatto il giro con la macchina e sono ripassata. Non ci volevo credere eppure ero convinta di aver sbagliato strada. Eppure io abito qui vicino... è cambiato tutto...».

Via Poletti, il tratto che va dall’intersezione con viale Reiter a via Muzzioli, quello con il bar all’angolo, con la trattoria. I residenti sono increduli, il cambiamento è per loro epocale perchè dopo dieci anni di disagi, di petizioni, di incontri con le forze dell’ordine, di appelli, di chiamate, di danneggiamenti subiti, di segnalazioni di spaccio, di chiamate per rumori molesti in strada, si è prosciugata quella che da tutti in loco era ritenuta la sorgente di tutti i mali della zona. È accaduto che il negozio etnico, non quello che attualmente è ancora attivo, ma quello proprio di fianco e che sui trova a pochi metri dal bar all’angolo, ha chiuso i battenti. Non c’è stato un intervento di un ufficiale giudiziario, nonostante, fanno sapere i condomini, ci fossero fior di arretrati nei pagamenti di spese condominiali, non c’è stato uno sfratto nè un ordine venuto da autorità che ne sancisse la serrata. Pare proprio che chi aveva l’attività del market, un famiglia nigeriana o l’ex consorte connazionale di uno dei componenti, l’abbia trasferita. Per andare in viale Crispi, probabilmente subentrando o affiancandosi ad un esercizio commerciale simile già esistente. Il negozio è chiuso, ci sono i locali vuoti, puliti, lucenti. la mancanza di questa attività ha fatto cessare immediatamente le frequentazioni di quella zona. Come hanno riferito le forze dell’ordine, pressochè da un decennio impegnate in intervenuti specifici, quel posto era considerato una base, un luogo di ritrovo fisso per gruppi di avventori. Ma oltre alle problematiche create dai capannelli di persone, oltre al vociare, oltre ai fiumi di birra con le bottiglie lasciate in strada, oltre alle inevitabili risse dovute all’alcol e oltre ai danneggiamenti delle auto in sosta, il luogo, o meglio l’area di quel tratto di strada, era un punto di riferimento anche per le bande dello spaccio. In particolare giovani ghanesi, che gestiscono lo spaccio della marijuana, si spostavano dai Giardini pubblici e facevano le consegne nella zona di via Poletti. Alcuni stazionavano nei pressi della rotondina su viale Reiter, arrivava il cliente, quasi sempre studenti, e c’era lo scambio erba-denaro. Tutto questo è stato scritto sui giornali, è stato oggetto di denunce da parte dei residenti, anche di una petizione e di incontro con l’amministrazione comunale. Ovviamente la situazione era nota non solo alle forze dell’ordine ma anche al Comune. Qualche anno fa l’allora assessore Antonino Marino rispose con i numeri della Municipale ad una interrogazione in merito.

«Nel 2012 dopo i controlli, il questore ha adottato un provvedimento di sospensione della licenza per 7 giorni per un locale di via Poletti . Nel corso del 2013sono stati effettuati 408 servizi dei vigili di quartiere. Il 17 settembre, a seguito di segnali di ripresa di attività illecita in zona è stato organizzato un servizio dedicato con pattuglie della Polizia municipale, al quale ha fatto seguito il 25 settembre un servizio anti prostituzione. Nelle vie Poletti, Muzzioli, Begarelli, Piave e Paolo Ferrari – diceva Marino – nel 2013 sono state complessivamente controllate 233 persone, sette sono state denunciate a piede libero e una arrestata, oltre ad essere stati presi 25 provvedimenti di polizia commerciale». Quanto al negozio, l’assessore precisò che vennero effettuati controlli anti contraffazione ed è stata accertata la presenza di prodotti tessili e alimentari posti in vendita in violazione della normativa sulla etichettatura. «La merce è stata sequestrata e sono state elevate sette sanzioni amministrative....Successivamente in novembre altre cinque violazioni amministrative...». Questo il bollettino relativo a tre anni fa, quando ancora non si era consolidata la presenza dei giovani spacciatori ghanesi di marijuana. Comunque sia nonostante multe salate e blitz, il negozio è rimasto sino a poco tempo fa, quando è iniziato il trasloco. Residenti increduli, soddisfatti. Ma non è finita. Resta l’altro polo di via Poletti: è quello all’incrocio con via Begarelli, dove troneggia una telecamera del Comune, dove c’è la sala scommesse. Anche quell’area circostante è famosa, è una roccaforte, una meta fissa nei controlli di Volante, carabinieri e Municipale.

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