«Picchio Rosso di Formigine, il college dei dj»
Robby Ruini ricorda la “scuola” di Formigine. E la volta in cui si trovò a tu per tu con Vasco
Anche il dj Robby Ruini si è formato al Picchio Rosso di Formigine, locale che ha visto passare i più grandi personaggi del “popolo della notte” dell'Emilia Romagna. Robby poi è riuscito a ritagliarsi un posto di rilievo tra i dj ed ancora oggi continua a lavorare nei locali più importanti della zona. «Tutto è cominciato nel 1987 - spiega - Il Picchio Rosso è stata una vera scuola, non solo per me ma per tanti miei colleghi che poi hanno continuato a fare questo lavoro. Avevo circa vent'anni e la mia carriera è iniziata in modo quasi fortuito. Conoscevo Fabrizio Zanni che mi coinvolse nel Contatto Studios, il nuovo progetto che si stava sviluppando al Picchio. Furono grandi emozioni anche perché i locali di spicco erano pochi ed il Picchio Rosso era il ritrovo di tutta la provincia e non solo. Lavorare di fronte a circa quattromila persone era sempre una emozione fortissima, specialmente per chi, come me, era agli inizi della carriera.
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Fabrizio Zanni era il nostro commissario tecnico, noi eravamo a disposizione e si faceva di tutto pur di lavorare. Ricordo con piacere le domeniche pomeriggio quando rilanciammo i lenti». Quando il locale di Formigine stava per chiudere i dj si orientarono verso altre discoteche, forti anche della scuola fatta al Picchio Rosso. Fu così anche per Robby Ruini che poi passò per Villa Freto, Le Scuderie dei tempi d'oro, la Crepa, Snoppy e il MuVi, il progetto di Nicoletta Mantovani al parco Novi Sad. Numerosi anche i personaggi che Robby ha conosciuto nella sua lunga carriera. «Non c'erano i social e la gente si incontrava in discoteca - prosegue - Gli incontri erano più emozionanti ed andare nei locali aveva un altro fascino. Quando iniziai non avrei mai immaginato che un hobby sarabbe diventato un lavoro. Ancora oggi continuo a fare il dj perché, credo, di saperlo fare bene e continuerò fino a quando mi sarà data la possibilità di farlo.
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Non credo che sia meglio o peggio oggi rispetto ad una volta anche se i tempi sono cambiati. Noi dj continuiamo ad emozionare la gente ed è questa la maggior gratificazione per chi fa questo mestiere». Anche Robby Ruini è passato dal vinile ai cd e alle chiavette. «Non sono un nostalgico e bisogna sempre adeguarsi al mondo che cambia - puntualizza - È indubbio che ogni periodo abbia le sue peculiarità. Il vinile aveva una poesia diversa ed era molto più caldo di un cd, ma questo non toglie nulla al risultato finale. Un ricordo indelebile? Lavoravo da poco al Picchio Rosso ed una sera andai nel retro della consolle per prendere una bottiglia d'acqua. Ad un certo punto qualcuno mi chiese una birra. Ne presi una dal frigo e gliela diedi. Quando alzai gli occhi mi trovai di fronte Vasco Rossi. Fu un’emozione che non scorderò mai più».
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