Modena, Tempio e Madonnina al top per la prostituzione
Controlli, presidi, fogli di via e denunce non fanno scemare le presenze Al lavoro spesso pure di giorno anche alcune tossicodipendenti italiane
MODENA. I controlli sono costanti. La polizia municipale ogni sera ispeziona una zona, si sofferma, fa la ronda, interviene, guarda i documenti, ripassa, multa i clienti quando intralciano , presidia la zona in modo che diventi, almeno finché ci sono loro, meno appetibile. Lo stesso fanno le altre forze dell’ordine. Le Volanti passano, si concentrano sulle zone dove i residenti, ormai in assedio cronico, hanno chiesto aiuto per avere un po’ di sollievo e un po’ più di sicurezza e decoro nelle ore serali.
Ma le lucciole vanno e ritornano. Sono allontanate, scattano i fogli di via e se sono disattesi, se tornano subito dopo sul posto di lavoro c’è la denuncia e poi un’altra denuncia ancora, sino a quando scatta una misura cautelare, un provvedimento che le toglie così dalla strada per quattro, cinque giorni. Poi tutto torna come prima. E in estate come d’inverno le presenze sul territorio, ormai in zone più o meno consolidate, sono a fisarmonica, si va ad ondate: per una ventina di giorni c’è il pienone, poi un po’ di pausa mentre un’altra area vede aumentare le presenze.
Ci sono due zone che sono tra le più controllate e in questo periodo estivo in modo particolare: quella del Tempio e quella, forse meno pubblicizzata, della Madonnina.
Per zona Tempio s’intende lo spazio compreso tra le vie Poletti, Begarelli, Piave, Muzzioli, Caduti in Guerra, rotonda Natale Bruni fino ad oltre alla stazione, sino all’ingresso con viale Montecuccoli dove la prostituzione cambia, ci sono i trans e più avanti, nella zona dell’’anagrafe, nei parcheggi sottostanti, c’è solo prostituzione maschile.
Al Tempio sono in attività una decina di prostitute, le nazionalità sono Romania, Bulgaria, Ungheria e Albania. Vi sono anche tre italiane, tossicodipendenti. Una in particolare esercita anche di giorno così come una rumena, che ha apparizioni più sporadiche. I controlli sono serrati, ma basta superare il cavalcavia, andare nella zona dell’ex mercato bestiame, sino in fondo a via del Mercato ed ecco che si trovano almeno cinque o sei centrafricane o sudamericane. Abitano nella zona di viale Gramsci e spesso ricevono anche in casa. Nella zona della Madonnina i residenti hanno alzato con forza la loro voce: vai Amundsen, l’area del Bowling, la zona del parco con i giochi dei bimbi, le laterali di strada Nazionale per Carpi sono nel mirino. Anche qui circa sei lucciole, dell’Est. Iniziano verso sera, si cambiano dove ancora i bambini giocano. I clienti le caricano e le portano non tanto lontano, nelle strade laterali poco frequentate ma ai residenti basta affacciarsi oppure soltanto passare per rincasare che si ritrovano ad essere spettatori in diretta.
Poi ci sono sempre le prostitute lungo la via Emilia, lato est e lato ovest: la recente tendenza è non espandersi verso Bologna o Reggio ma inserirsi verso il centro. Ci sono infatti presenze sino all’ex sede del 118 da un parte, dall’altra sino a viale Italia, via Ruffini.
Un’altra zona meta di controlli costanti sta diventando quella di San Damaso, la zona industriale di via Carriera e dintorni. Sono arrivate alle forze dell’ordine, Municipale in particolare, apparecchi chiamate. E la Bruciata? Dieci anni fa 200 presenze, ora “resiste” un manipolo di prostitute.
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