Gazzetta di Modena

Modena

Cinema Corso “in bilico”: diventa sala parrocchiale?

di Rino Filippin

È una delle soluzioni ipotizzate dopo la fine anticipata del contratto di gestione con Pietro Mazzotta a cui resta l’Eden. Nel mirino elevate spese e scarsi introiti

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Il cinema Corso, storica sala cittadina, da ottobre potrebbe cambiare volto e diventare l’auditorium delle parrocchie della diocesi. È il risultato dell’interruzione del contratto di gestione della sala con la società guidata da Pietro Mazzotta. Rescisso l’accordo con un anticipo di circa due anni, ora per il “Corso” bisogna reinventare una funzione oltre a quella di sala cinematografica. «Stiamo valutando varie possibilità - commenta brevemente Simone Ghelfi, amministratore di Aceg (Attività cattoliche educative gioventù), proprietaria dell’immobile - ma per adesso non posso dirle nulla di definitivo». La scelta di trasformare il cinema in una sala polifunzionale rivolta prevalentemente ad attività legate alla Chiesa e alle proiezioni di pellicole, potrebbe concretizzarsi se nessun altro gestore si rendesse disponibile a rilevare l’attività. La data entro la quale bisognerà avere deciso cosa fare per il futuro del cinema Corso è stata già fissata dagli addetti ai lavori. Si parla di fine ottobre per non perdere la programmazione natalizia grazie alla quale si sostiene economicamente buona parte dell’annata degli esercenti cinematografici.

«Non era nostro intento arrivare a questo punto - spiega l’ex gestore del Corso Pietro Mazzotta - ma l’attività non era economicamente più sostenibile. Noi abbiamo sempre creduto in quella sala, investendo circa 400mila euro per ristrutturarla e abbellirla, ma i costi di gestione sono esorbitanti. Certo se potessimo avere due film nuovi l’anno di Checco Zalone forse non saremmo qui a parlare di questi problemi, ma ci sono troppi film che fanno incassi modesti e non ci consentono di recuperare le spese di riscaldamento, affitto e personale. È una gara difficile contro le multisala. Il Victoria di Modena, ad esempio, ha 9 sale che vengono fatte funzionare con tanto personale quanto all’incirca ne abbiamo noi, ma loro hanno incassi per ben nove film...». Alla società di Mazzotta resta la gestione del cinema Eden per il quale, promette l’imprenditore, resta garantita una programmazione di qualità con le migliori novità italiane e straniere.

Insomma pare di capire che il destino del cinema Corso sia tutt’altro che certo. Dopo la chiusura del cinema Capitol, del Supercinema, c’è da augurarsi che la bellissima sala di corso Fanti non faccia la stessa fine. Oltre al suo valore storico c’è anche l’aspetto non trascurabile legato allo schermo di enormi dimensioni in grado di offrire una visione molto cercata dagli autentici appassionati di cinema. Inoltre una nuova chiusura in centro sarebbe una mazzata a chi tenta di risollevare le sorti dell’area storica di Carpi.

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