Degrado nel palazzo Acer «Vogliamo andare via»
I residenti in via Respighi: «L’immobile è senza manutenzione e invivibile» L’accusa: «Quando escono le graduatorie siamo sempre gli ultimi: perché?»
Diciassette famiglie (prima erano 28) con figli minori o con persone anziane in casa, nuclei da 5-6 persone, 90% italiani, da anni vivono nel degrado assoluto all'interno di un palazzone in via Respighi 46. Un palazzo tristemente noto in passato anche per altre vicende ma oggi al centro di un accorato appello che, all'unisono, chiede di cambiare casa ed ottenere una abitazione “vivibile”.
«Noi abbiamo cambiato alloggio – dice una delle persone che abitano nel palazzo - dopo che ci avevano sistemato il tetto perché prima ci pioveva in casa. Adesso non ci piove più ma se abbiamo dei problemi (caldaia, idraulico, cassetta del bagno) che rientrano tra le manutezioni ordinarie ce ne dobbiamo occupare noi; per quelle straordinarie ci deve pensare l'Acer, l'agenzia per la casa, il Comune: non noi». Il palazzo, in passato, ha avuto problemi economici da parte di qualche inquilino che non pagava. Ora tutto sembra rientrato ma le manutenzioni non arrivano e succede che d’estate c'è caldo, d'inverno dalle pareti scorre l'acqua fino agli interruttori. Addirittura, nei giorni scorsi, in uno degli undici appartamenti disabitati, è stata trovata una colonia di piccioni che aveva inondato i locali di guano ed altre sporcizie, tanto da far tenere un contagio di malattie trasmissibili. I cambi di abitazione non vengono concessi con frequenza. «Se noi andiamo all'Acer – aggiunge un’altra persona residente sul posto - per richiedere un cambio alloggio i tecnici che se ne devono occupare ci dicono “le case ci sono ma non ve le possiamo dare”. Quando escono le graduatorie per le nuove assegnazioni siamo sempre agli ultimi posti: vogliono che qualcuno muoia qua dentro prima di darci un'alternativa? Ieri è stato dato un appartamento comunale a un ghanese con moglie e due figli e gli è stata pagata anche la cauzione. Cosa hanno queste persone più di noi? Vogliamo solo una casa perché ci serve, siamo in regola coi pagamenti e siamo stufi di avere delle stanze dove non funzionano più le prese». Sembra anche che di recente i pompieri abbiano giudicato inagibile l'intero palazzo. «Ieri mattina – ha aggiunto un’altra condomina - c’era la scala allagata ma l’Acer ha detto di non chiamare i vigili e nessuno, di non far niente, che tutto si sarebbe aggiustato. Se chiamiamo un tecnico della sede di Modena ci dicono che mandano un imbianchino, un elettricista, un falegname. Non vogliono capire che in questo palazzo non va più bene niente. Sono rimaste 17 famiglie su 28 appartamenti. Hanno provato a metterci qualche immigrato ma non ci sono riusciti. Abbiamo una capo-condominio che raccoglie i soldi e paga la manutenzione dell'ascensore, la luce della scala, l'affitto viene pagato, in una parola: siamo affidabili".
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