Referendum, raccolta firme da record
Sono oltre 38mila in 3 mesi le adesioni per andare alle urne su voucher, licenziamenti, appalti: Modena è terza in Italia
«La sensibilità dei modenesi sui temi dei diritti dei lavoratori, sulle contraddizioni del Jobs Act, hanno sorpreso persino noi sindacalisti». I responsabili di Cgil Modena non nascondono la propria grande soddisfazione per il successo della raccolta firme sui 3 referendum abrogativi (voucher, appalti e licenziamenti illegittimi) che accompagnano la campagna Cgil per la proposta di legge popolare sulla Carta dei Diritti Universali del Lavoro (il nuovo Statuto dei lavoratori). Con questi numeri Modena si colloca fra le prime tre province in Italia nella raccolta firme. Sono oltre 35mila quelle già regolarmente certificate dagli uffici comunali, resta una parte per la quale le certificazioni ufficiali sono in arrivo. E diventano così oltre 38.322 le firme raccolte in tre mesi a Modena e provincia.
La soddisfazione è consolidata dalla ritrovata capacità del sindacato di tornare a essere propositivo non solo con i quesiti referendari ma anche con la proposta di legge per un nuovo Statuto dei lavoratori.
Con la consegna delle firme certificate sui 3 referendum alla Corte di Cassazione a Roma (oltre 3 milioni e 300 mila firme a livello nazionale, 1 milione e 100mila per ogni referendum) si chiude la prima parte della campagna referendaria. Una campagna che continuerà sino a fine settembre per la proposta di legge sulla Carta stessa, per la quale sono previsti tempi di raccolta più lunghi rispetto ai referendum.
Il dato complessivo delle firme raccolte sui 3 referendum e la Carta arriva a oltre 154mila.
«Un risultato straordinario», ha commentato Tania Scacchetti, segretaria Cgil Modena, nella conferenza stampa con i componenti della segreteria Cgil Marzio Govoni, Claudio Riso e Manuela Gozzi.
«Frutto di una mobilitazione importante – ha aggiunto Scacchetti - che ha visto migliaia di nostri attivisti, delegati, iscritti e funzionari impegnati nella raccolta firme nei luoghi di lavoro e fra i pensionati, ma anche negli oltre 400 banchetti pubblici da Massa Finalese a Pievepelago promossi in piazze, mercati, eventi, al concerto gratuito dei Modena City Ramblers».
Se si conta che alle ultime elezioni regionali hanno votato in provincia di Modena 198mila persone, le oltre 38mila firme referendarie raccolte sono un esito che probabilmente nessun referendum ha mai raggiunto.
«La campagna referendaria ci ha permesso di uscire dal perimetro noto dei luoghi di lavoro – hanno detto i sindacalisti Cgil - e di misurarci con la gente, con i tanti giovani che hanno voluto firmare, consapevoli di essere i più penalizzati nel mercato del lavoro. Sul referendum abrogativo dei voucher, ad esempio, abbiamo misurato la consapevolezza dei giovani, e insieme dei pensionati (che hanno i nipoti precari), su uno strumento che favorisce il lavoro nero, anziché farlo emergere, e di come i voucher siano purtroppo diffusissimi nella nostra provincia (oltre 2 milioni e mezzo di voucher utilizzati a Modena nel 2015) anche in settori manifatturieri e in edilizia dove non si giustifica in alcun modo il lavoro occasionale accessorio».
Consegnate le firme in Cassazione, adesso la Cgil attende la pronuncia sull’ammissibilità dei quesiti referendari, con la possibilità di poter dare vita ai referendum nel 2017.
«La politica e il Parlamento non potranno essere indifferenti a una così ampia partecipazione popolare - ha concluso Scacchetti - e da ottobre cominceremo a sollecitare i parlamentari perché la proposta di legge sia messa seriamente in discussione».
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