Un tappeto di fiori tra le cascate e il Libro Aperto
L’inizio dell’estate è il momento migliore per godere di spettacoli colorati ed emozionanti
All’inizio dell'estate l'Alto Appennino si presenta in una delle sue stagioni migliori; miriadi di fiori di tutti i colori, prati e alberi caratterizzati da un verde brillante. Niente di meglio quindi di una bella gita in montagna, per sfuggire l'afa della pianura.
Presentiamo oggi un'escursione nella valle di Fellicarolo, che permette di raggiungere il Libro Aperto e Cima Tauffi; si tratta di una escursione senza particolari difficoltà, adatta quindi a tutti, con il sentiero che per la maggior parte del tempo percorre creste e crinali davvero molto panoramici.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.13772388:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2016/07/07/news/da-casulie-alla-vetta-1.13772388]]
Si parte dalla località “Casulie” e subito si raggiungono le bellissime cascate del Doccione, le più imponenti in territorio modenese; si risale il sentiero a fianco delle cascate e si costeggia il torrente fino ad un piccolo ponticello di legno, dove si inizia a salire sulle pendici del Monte Serucca in mezzo ad un bel bosco di faggi. Giunti sulla dorsale a quota circa 1500 metri, il sentiero ora la segue fedelmente fino quasi alla vetta del Libro Aperto. Mano a mano che si sale gli alberi iniziano a diradarsi e il panorama si fa via via più ampio: sulla destra appare inconfondibile la sagoma del Monte Cimone. La faggeta lascia spazio alle praterie di alta quota, in questa zona ricche di piante di mirtilli che nella stagione autunnale colorano di rosso tutta la montagna. Si continua sempre in cresta superando il Pizzo dei Sassi Bianchi, chiamato così per il colore bianco delle rocce calcaree affioranti, fino a giungere sul crinale che collega il Cimone con il Libro Aperto. In quest'ultimo tratto di sentiero si incontrano numerose colonie di rododendro che in questo periodo mostrano una splendida fioritura di colore rosa. Da qui inizia la parte più divertente del percorso con il sentiero che, con brevi tratti di facile arrampicata, ci condurrà a calcare prima l’anticima nord e poi la vetta vera e propria, il monte Rotondo a 1936 metri di quota. Negli ultimi metri prima della cima si trova anche una catena che agevola la progressione. In alternativa, volendo evitare questo tratto finale (comunque abbastanza facile per chi non soffre di vertigini), è possibile raggiungere la selletta del Libro Aperto e effettuare la salita alla vetta dal versante sud, seguendo un normalissimo sentiero che non presenta nessuna difficoltà. Dalla cima il panorama è davvero magnifico e sono visibili tutte le vette principali dell'Appennino Modenese, Reggiano e Bolognese: Cimone, Cusna e Corno alle Scale.
Dopo una doverosa sosta si riparte percorrendo ora tutto lo spartiacque tosco-emiliano in direzione est fino a Cima Tauffi; questo tratto è molto piacevole poiché presenta numerosi tratti di sali-scendi mai troppo faticosi. Solo l'ultimo tratto per arrivare in cima è leggermente più ripido ma in breve si giunge sulla sommità a 1799 metri di quota. Da qui si scende infine verso nord sull'ampia dorsale fino al Passo del Colombino e quindi tramite il bel sentiero CAI 445 si torna in mezzo al bosco fino a raggiungere il bivacco della Pilaccia (con bella fontana) e infine i Taburri. Per chi volesse accorciare il percorso, è possibile evitare la salita a cima Tauffi imboccando, poco prima del monte Lancino, il sentiero CAI 431 che in discesa conduce fino ai Taburri. Lungo questo sentiero si incontra una bella sorgente a circa 1600 metri di quota e suggestivi e maestosi esemplari di faggi secolari. Dai Taburri per il sentiero dell'andata si torna in breve alle auto.
Andrea Baschieri
Lorenzo Guerrieri
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

