Una banda di spacciatori di buona famiglia
Giro d’affari da Soliera a Modena e Carpi: arrestato il “chimico” 28enne. In casa aveva 1,8chili di droga
SOLIERA. Una banda, una squadra di giovani insospettabili e di buona famiglia che da qualche tempo a questa parte si era dedicata, e con successo alla luce del giro che avevano creato, alla rivendita della droga. Erano, come è stato evidenziato dapolizia municipale e Mobile, dei commercianti e nel contempo artigiani, ma non spacciatori diretti al cliente finale. Se infatti alcuni si limitavano al consumo di un po' di “fumo” saltuariamente con qualche cessione ad amici o comunque acquirenti di droga, un altro invece , R.R. di 28 anni residente a Soliera nel casolare di campagna delega famiglia, dove viveva con i genitori ignari di tutto, era il più attivo; aveva allestito un vero e proprio laboratorio di produzione e confezionamento di hascisc, marijuana e cocaina n un casolare di campagna.
La banda, come detto, non spacciava direttamente, acquistava droga, e in che modo e da chi sarà frutto di ulteriori indagini, e poi confezionava, produceva, preparava le droghe leggere e un po’ di cocaina per gli spacciatori che si servivano da loro e poi rifornivano al clientela a Modena e nella zona di Soliera e Carpi. È stato appunto partendo dai consumatori, giovanissimi, anche minorenni, sorpresi a fumarsi spinelli che gli investigatori sono risaliti al casolare laboratorio e all’attività. E qui sono scattate le manette per R.R., 27 anni: è stato trovato in possesso di circa 1 chilo marijuana, di 750 grammi di hascisc di altissima qualità, di 30 grammi di cocaina, occultata in vari nascondigli sparsi per il casolare, oltre a 1000 euro in contanti frutto di affari di droga. Un altro, un 28enne di Soliera è stato trovato in possesso di circa 16 dosi di coca, un paio di bilancini di precisione e soldi: denunciato per detenzione ai fini di spaccio di droga. Un altro giovane è stato denunciato, gli altrui due segnalati alla prefettura Il laboratorio, la boutique della droga leggera, era davvero rifornito: bilance di precisione, setaccio meccanico per separare le cime fiorite della cannabis per poi produrre hascisc, una piccola pressa e uno strumento per la termosaldatura utile al confezionamento delle dosi sottovuoto, macinatori di marijuana. Sempre nel casolare è stato trovato un frullatore meccanico con tracce di cocaina; probabilmente era usato per tagliare la droga. Una volta ottenuto il prodotto, questo veniva pressato con una pressa artigianale, quest'ultima rinvenuta nell'abitazione di uno dei cinque coinvolti, a Carpi. Fondamentale per rintracciare lo stupefacente è stato l'intervento di Axel, l'ormai celebre pastore tedesco dell'unità cinofila della Municipale di Sassuolo. Il 27enne è stato processato per direttissima: ha patteggiato una pena di due anni e 8 mesi agli arresti domiciliari.
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