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Calcio vietato nella palestra pagata da Figc

Calcio vietato nella palestra pagata da Figc

San Possidonio. Impossibili le partite di campionato: il pavimento della nuova struttura è scivoloso

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SAN POSSIDONIO. Possibile che in una palestra nuova realizzata con il contributo della Nazionale di calcio italiana l’unico sport che non si riesce a praticare sia proprio quello del calcio e dintorni?

Possibile, a sentire le ultime decisioni relative all’impianto costruito a partire dal 2013, quando a mettere la prima pietra nella struttura realizzata presso il polo scolastico fu nientemeno che l’allora presidente nazionale della Figc, Giancarlo Abete, ovviamente circondato da esperti tagliatori di nastri inaugurativi e soprattutto da tanti bambini..

A distanza di tre anni, a palestra finita ed attività ormai avviate da tempo a gran ritmo, la nuova polisportiva Possidiese, fondata un paio d’anni fa per difendere e valorizzare le tradizioni sportive e ricreative del paese, ha dovuto arrendersi.

Bombardata dalle proteste delle altre associazioni sportive che nella scorsa stagione hanno frequentato la palestra, per partecipare al campionato di calcetto (non esattamente calcio, quindi) di serie B gestito dal Centro Sportivo Italiano. Perchè la Possidiese quel campionato di calcetto lo ha vinto, e da quest’anno parteciperà alla serie A.

Ma il campionato si disputerà tutto a Carpi, per evitare le polemiche della stagione che si è chiusa, con le altre squadre che hanno anche accusato la Possidiese di avere vinto perchè disputava le partite interne su una pavimentazione ritenuta pericolosa, alla quale chi viene da fuori non era abituato. Già, il problema della palestra di San Possidonio, costata un milione e 200mila euro, forse la più bella di tutte le palestre che sono sorte e stanno sorgendo nella Bassa “approfittando” del terremoto - non vuole essere un’affermazione ingrata e offensiva, ma il resoconto di tante perplessità poi emerse - è che la pavimentazione non è idonea a certi sport. Sicuramente a quello del calcetto, con le persone che scivolano, giocano contratte e rischiano di farsi male.

Quindi niente più calcetto in palestra, dove la squadra locale continua sì ad allenarsi, ma per decisione del Csi non potrà più giocare le partite, per evitare nuove polemiche. Almeno finchè non partiranno i lavori della sistemazione della vecchia palestra, che è rimasta e che si spera possa essere “pavimentata” tenendo conto dei consigli di chi fa sport. Già, perchè a quanto pare può essere stato proprio questo il limite, che tra l’altro aveva già costretto a rifare le linee di demarcazione del campo, tracciato senza troppa competenza sulle misure idonee. tuto male, dunque? No, perchè la palestra è sempre frequentatissima dalle altre discipline sportive che soffrono meno, o non soffrono affatto, il problema “pavimento”. Con buona pace - se non è irrispettoso - di calcettisti e Figc. (ase)

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