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«Caso Betta, il Comune che cosa ha fatto?»

Il consigliere Pd Caterina Liotti interroga la giunta per conoscere l’assistenza data dai servizi sociali

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Il caso della morte di Betta, la donna uccisa strozzata dall’ex compagno, finisce in Consiglio. «Non s'intende entrare nella vicenda giudiziaria, che sarà definita nelle sedi opportune, ma bisogna avere dati più precisi, rispetto alle ricostruzioni giornalistiche, sul percorso compiuto da Bernardetta Fella nei servizi comunali e nei servizi sanitari».

In particolare, è opportuno verificare, nel caso specifico, «se siano state applicate, e come siano state applicate, le procedure indicate nel protocollo operativo della rete comunale contro la violenza sulle donne». Lo chiede il gruppo del Partito democratico, per iniziativa della consigliera Caterina Liotti, alla giunta guidata da Muzzarell.

Sul caso della donna uccisa dal suo ex convivente e poi abbandonata in un frigorifero, Liotti interroga la giunta «per sapere se esistano reti informative che permettano ai diversi servizi riuniti nel coordinamento di rete comunale contro la violenza sulle donne di dialogare tra loro e di valutare i percorsi più idonei di uscita dalla violenza, anche in casi aggravati da problemi sanitari come quello di Bernardetta Fella».

Ma l'esponente Pd chiede anche «se non si ritenga utile promuovere la creazione, come ha annunciato il Comune di Bologna per l'autunno, di una sezione specializzata del corpo di polizia municipale con competenze specifiche di risposta a liti familiari e altri casi di violenza sulle donne».

Intanto, ieri pomeriggio il consiglio comunale presieduto da Francesca Maletti ha osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime degli attentati terroristici di Istanbul, di Bagdad e di Dacca, tra cui si registrano alcuni italiani.

Ma anche per “la modenese Bernardetta Fella, assassinata qualche giorno fa dall'ex compagno, e per Emmanuel Chidi Namdi, il profugo nigeriano ucciso a Fermo”.

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