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Giallo del pestaggio a Modena: «Chi ha visto parli»

di Stefano Totaro
Giallo del pestaggio a Modena: «Chi ha visto parli»

Appello della procura: «Quel giovane era stato notato in polisportiva e c’erano 200 persone, qualcuno deve sapere»

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MODENA. Un appello della procura affinché chi abbia visto qualcosa si faccia avanti e racconti quello che sa alle forze dell’ordine, una inchiesta per tentato omicidio e un giovane prognosi riservata, tenuto in coma farmacologico in Terapia intensiva, dopo un brutale pestaggio.

Sono gli elementi del giallo del parco Amendola o meglio, ora che gli inquirenti hanno iniziato a fare un po’ più di chiarezza sulla vicenda, della violenta aggressione avvenuta in prossimità di via Panni, laddove finiscono i parcheggi della polisportiva Saliceta San Giuliano e inizia la strada che confina con il parco. È in quella zona che è stato ritrovato A.B., il trentunenne da tempo con problemi legati alla droga, in cura al Sert, con una lunga serie di precedenti con la giustizia dovuti proprio alla sua condizione di dipendenza da sostanze stupefacenti. Il giovane, verso le due della notte tra martedì e mercoledì, è stato trovato privo di conoscenza per terra, vicino a dei cespugli e in prossimità di via Panni, da due persone che passavano proprio di lì. Aveva il volto pieno di sangue, tumefatto ed era privo di conoscenza. Sono arrivati i soccorsi, sono entrati in azione i carabinieri che hanno subito iniziato a setacciare la zona, dal parco Amendola alla polisportiva. E qui che, sentendo parecchi presenti e soprattutto dipendenti e gestori della pizzeria-ristorante, sono riusciti a sapere che, nella stessa serata, il 31enne si era fatto notare nel locale della polisportiva. Quella sera vi era un evento, una festa che si tiene ogni martedì e che attira parecchi giovani, dai venti anni in su, studenti e compagnie varie. Evento libero, non vi sono sono liste di invitati. Lui, giù un po’ più avanti nell’età, come hanno riferito i carabinieri si era fatto notare per il suo comportamento, forse sotto l’effetto di sostanze o di alcol. Ma non solo. Si era appropriato di una bottiglia di vino: scoperto, è stato allontanato. Per fare in modo che si allontanasse davvero, che desistesse dal dare noia, gli era stata pure offerta una pizza da portare via.

Poi la festa è finita , tra l’una e l’una e mezza e c’è stato il deflusso dei presenti, che spesso è lento . Verso le due il ritrovamento del 31enne apparso subito in fin di vita. Come hanno riferito i carabinieri, per ora solo una persona ha fornito una parziale testimonianza. Evidentemente non basta. E non bastano nemmeno i filmati delle telecamere. Il pestaggio è avvenuto in una zona d’ombra. Probabile pure che il giovane sia arrivato sino in strada, che sia andato verso il parco e che qualche automobilista di passaggio abbia avuto a che fare con lui.

Insomma, la situazione è ancora complessa e anche ieri alcuni dipendenti del locale sono strati sentiti dai carabinieri, alla ricerca di informazioni e elementi utili alle indagini.

Da qui l'appello della Procura di Modena, che sta indagando su questo oscuro episodio per tentato omicidio e per il quale non c’è allo stato attuale alcun indagato.

«Si è trattato di una festa alla quale hanno partecipato tante persone - dice il procuratore capo Lucia Musti - , circa duecento giovani, pertanto, visto che il fatto si è verificato in una zona d’ombra, senza che ci fossero delle telecamere, e che parliamo di due cazzotti dati con una violenza estrema, al punto tale che la vittima è ridotta in fin di vita e quindi è un fatto gravissimo, noi chiediamo come procura della repubblica (io procuratore capo, la dottoressa Marino che è il sostituto procuratore di turno delegato alle indagini e l’arma dei carabinieri) di aiutarci, di farsi vivi e di fornire testimonianze. Coloro che hanno visto qualcosa si rechino in caserma dai carabinieri a rendere una testimonianza. Ripeto, c’erano 200 persone, quel 31enne sicuramente si era fatto notare e quindi non è possibile che nessuno non abbia assistito. Quindi noi confidiamo nel senso civico dei cittadini modenesi».

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