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Festival Filosofia sull'Agonismo

Perchè agonismo

ROMA. «L'argomento questa edizione, l'Agonismo, assomiglia per certi versi alla Gloria di alcune edizioni fa: quando leggiamo i volumi per assumere informazioni su un certo tema a volte mettiamo da...

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ROMA. «L'argomento questa edizione, l'Agonismo, assomiglia per certi versi alla Gloria di alcune edizioni fa: quando leggiamo i volumi per assumere informazioni su un certo tema a volte mettiamo da parte parole che ci possono tornare utili in futuro. Noi lavoriamo così: prendiamo di mira un oggetto “banale” e lo shekeriamo per dargli un risultato che investa la società. Le piste che noi seguiamo per costruire il programma uniscono le lezioni magistrali che restano centrali con le 150 iniziative organizzate da associazioni culturali, uffici postali, ospedali, gallerie, musei».

Il direttore, e fondatore, del festival Michelina Borsari svela alcuni "segreti" del sistema di lavoro del consorzio - pochissime personale che lavorano tutto l'anno - e dell'edizione prossima. «Quello dell'agonismo - continua la docente - è uno dei caratteri dominanti del mondo contemporaneo, ma se ci facciamo caso di agonismo parlano quasi sempre e solo i quotidiani legandolo allo sport. Non c'è quasi mai la riflessione, mentre siamo davanti a una argomentazione c'entrale del nostro tempo e quindi c'è bisogno dei filosofi che dicono la loro. Pensiamo infatti alle tante ramificazioni che ha questo termine. Agonismo significa inoltre lotta per la vita anche perché andiamo, ad esempio nel campo della ricerca scientifica, nella direzione di competizione mista però a collaborazione tra le discipline».

I tipi di competizione sono moltissimi e Borsari fornisce qualche anticipazione: «C'è la competizione economica che tra l'altro si lega con l'interessamento per il genere umano, non a caso spesso definito capitale umano. Insomma ormai produciamo anche con il corpo e sempre non a caso analizziamo anche il tema della rivalità all'interno della coppia studiando ad esempio anche il meccanismo dell'invidia. C'è inoltre il tema che chiamerei della filosofia del doping, ossia del tentativo dell’uomo di costruire se stesso fino a toccare vette che invitano appunto a discutere». La direttrice del festival conclude accennando ad alcuni appuntamenti: «Ci sarà un grande progetto legato al futurismo a Modena: rievocheremo la serata che il 2 giugno 1913 al teatro Storchi Filippo Marinetti dedicò alla rivoluzione musicale. Ci sarà anche una riproduzione dell'intonarumori di Marinetti stesso, tenendo presente che la musica contemporanea, che non mancherà, ha introiettato questi valori. Alla galleria Verolino ci sarà una grande mostra di Bertozzi&Casoni nella quale verrà allestito un grande orso bianco realizzato in ceramica. A Carpi ci sarà un grosso lavoro da parte del Castello dei ragazzi sulla origine della specie, mentre Fondazione Fotografia propone storie di immigrati e il Mata propone le figurine Panini». (s.l.)

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