Gazzetta di Modena

Modena

Anziani coniugi donano 800mila euro per il Policlinico di Modena

di Chiara Bazzani
Anziani coniugi donano 800mila euro per il Policlinico di Modena

Rispettate le volontà di Umberto Po e Rosanna Venturelli: favorire la ricerca per la salute dei cittadini modenesi

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MODENA. Un gesto libero quello dei coniugi Po – Venturelli, che hanno donato, con un lascito testamentario ai fini di ricerca nel campo della medicina, quasi 800 mila euro in favore del Policlinico di Modena.

Il lascito porterà benefici a tutta la provincia grazie a un'azione di rete tra le due aziende sanitarie del territorio. La somma a disposizione del Policlinico è stata investita nell'acquisto di tecnologie nell'ottica di migliorare il più possibile e implementare quella già esistente in diversi settori di diagnosi e cura: Chirurgia mini invasiva, Cura del cuore, Esami istologici, Broncoscopia.

«La disposizione era a favore del Policlinico, ma in accordo con l'Azienda Usl abbiamo deciso di destinare la somma per tecnologie che saranno messe a disposizione dell'intera rete provinciale ospedaliera», ha dichiarato Ivan Trenti, direttore generale del Policlinico di Modena. La storia di questo lascito risale al 1992, quando i coniugi Umberto Po e Rosanna Venturelli decisero di affidare al notaio Cesare Ferrari Amorotti le loro volontà testamentarie affinchè le custodisse. Nei testamenti ciascun coniuge nominava l'altro come erede, e in caso di premorienza nominava come erede universale il Policlinico di Modena ai fini della ricerca medica. Scomparso Umberto nel 2008, Rosanna è dunque divenuta erede del patrimonio, ma da allora non ha mai cambiato le sue volontà. «Io ho conosciuto la signora Venturelli perchè era cliente di mio padre – ha ricordato l'avvocato Federico Ferrari Amorotti – Quattro anni fa mi telefonò perché aveva necessità di una persona che le facesse da amministratore. In realtà la signora non aveva realmente bisogno di un amministratore di sostegno, ma forse era un po' sola, non aveva parenti in linea retta, e desiderava che qualcuno l'aiutasse nella gestione del patrimonio. Quindi fui nominato io. Ancora oggi non so come siano riusciti ad accumulare negli anni una fortuna di questo tipo perchè erano persone molto semplici, lei aveva un piccolo negozio di sartoria e il marito era barbiere. Forse perché hanno sempre condotto una vita molto oculata senza sprechi e senza concedersi lussi. Fino all'ultimo comunque lei non ha mai voluto cambiare la decisione presa col marito nel '92 in merito al lascito testamentario». Il lascito è stato devoluto al Policlinico all'inizio del 2016 e «la scelta è stata di coinvolgere il più possibile discipline diverse, perchè in questo modo allarghiamo i benefici per molti professionisti e contemporaneamente per molti pazienti», ha spiegato. «Vorrei sottolineare la dimensione etica e umana di questa vicenda – ha commentato Massimo Annichiarico, direttore generale dell'Azienda Usl della provincia di Modena – che supera forse gli aspetti di carattere tecnico. In particolare in questo caso perchè questa è una famiglia che ha donato di più di quanto abbia goduto in vita. Quindi era maggiormente sentito l'obbligo di rendere questo denaro disponibile alla comunità il più possibile, e grazie alle possibilità offerte dalla tecnologia le due aziende della provincia di Modena hanno potuto mettere in campo una operazione di rete». «Io sono molto contento – ha commentato Gian Carlo Muzzarelli - perchè hanno tutti accettato la sfida dell'integrazione».

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